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Rischi dei vaccini e effetti collaterali.






Si parla tanto di additivi. Qual è la tossicità degli additivi contenuti nei vaccini?

Nessuno studio ha mai dimostrato che gli additivi (adiuvanti, stabilizzanti e conservanti) alle dosi contenute nei vaccini possano determinare problemi di tossicità. Ad esempio:

1. L'ALLUMINIO è attualmente presente in quasi tutti i vaccini (meno l'antipolio, l'anti-emofilo e l'anti-morbillo-parotite-rosolia) perché gioca un ruolo fondamentale come adiuvante nella risposta immunitaria. Senza l'alluminio l'efficacia di alcuni vaccini sarebbe fortemente ridotta. Il contenuto di alluminio nei vaccini è dell'ordine di alcuni mg (precisamente varia a seconda del prodotto da 0.25 a 2.5 mg). L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che nella popolazione generale non esiste alcun rischio sanitario in relazione all'assunzione di alluminio con i farmaci e con l'alimentazione (ogni giorno ingeriamo con il cibo dai 5 ai 20 mg di alluminio, che è contenuto soprattutto nei vegetali);

2. LA FORMALDEIDE è contenuta in minime quantità in alcuni vaccini inattivati, e viene utilizzata come agente inattivante oppure come conservante. Nonostante il contenuto di formaldeide, quando è presente, sia molto basso (inferiore a 1 mg), sono stati sollevati dubbi sulla sicurezza di tale additivo, nell’ipotesi di mutazioni genetiche.Non si sa tuttavia che questa sostanza si trova nelle abitazioni poiché è rilasciata dai mobili e da altri materiali comunemente presenti nelle nostre case; inoltre è il risultato di processi di combustione come per es. dal fumo di sigaretta. Ogni giorno tutti noi respiriamo e ingeriamo con i cibi una certa quantità di formaldeide. Un fatto ancor meno noto è che il nostro organismo produce naturalmente piccole quantità di formaldeide che fa parte del nostro normale metabolismo. L'uomo e gli altri mammiferi hanno naturalmente (cioè anche in assenza di esposizione ambientale) una concentrazione di formaldeide nel sangue pari a 2.5 microgrammi per ml. Un bambino anche quando è vaccinato con un prodotto contenente formaldeide, riceve al massimo 0.1 -0,2 mg, mentre nel suo sangue è già naturalmente presente una quantità 5-10 volte maggiore (1 mg).




Ma in pratica, quanto sono sicuri i vaccini?


I vaccini sono tra i farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione.
Per essi ci si attende uno standard in termini di sicurezza più elevato rispetto ad altri farmaci, in quanto vengono somministrati a milioni di persone,in particolare a bambini e comunque a soggetti sani, e generalmente in condizioni di basso rischio di malattia, mentre quando siamo malati siamo in genere più disponibili a sopportare gli eventuali effetti collaterali di un farmaco.

Questa garanzia di maggiore sicurezza è possibile perché:
1. i vaccini sono prodotti con tecnologie che ne permettono un'ottimale purificazione;
2. prima di essere messi in commercio, vengono sottoposti a studi e ricerche per evidenziarne l'efficacia e la massima sicurezza;
3. gli esami per i vaccini non finiscono mai: anche dopo la loro commercializzazione viene studiata la loro sicurezza e il loro impatto sulla popolazione. In particolare ogni volta che emerge l'ipotesi relativa ad un effetto collaterale importante, inizia una verifica attraverso studi epidemiologici.

Naturalmente i vaccini, come tutti i farmaci, possono essere accompagnati da effetti collaterali.



Quali sono i reali rischi da vaccinazione, e gli effetti collaterali?

I vaccini in uso attualmente sono molto efficaci e sicuri, va comunque ricordato che nessun vaccino come quasi nessuna pratica medica è totalmente privo di rischio.
La frequenza degli effetti indesiderati è in ogni caso nettamente inferiore agli effetti e alle complicazioni della malattia contro cui si viene vaccinati.
Per esempio il morbillo ha come complicanza più temibile l'encefalite che può presentarsi in 1 malato su 2.000 e nel 30-40% dei casi può lasciare esiti invalidanti. La stessa complicazione, come effetto collaterale da vaccinazione, si verifica in 1 caso su 1.000.000 di dosi di vaccino.


Gli effetti collaterali delle vaccinazioni possono distinguersi in:
1. Reazioni locali:
dolore, gonfiore, arrossamento, edema e indurimento locale.
2. Reazioni generalizzate:
febbre, che compare 2-24 ore dopo la vaccinazione. Nel caso della vaccinazione Morbillo/Parotite/Rosolia la febbre può comparire da 5 a 15 giorni dopo la somministrazione. In rari casi la vaccinazione, come tutte le malattie che danno febbre, può dare convulsioni febbrili.
• reazioni allergiche (estremamente rare) e lo shock anafilattico (evento eccezionale)



Cosa fare in caso di reazione al vaccino?

1. In caso di febbre, se questa supera i 38,5° rettali (oppure i 38° ascellare) è opportuno somministrare un farmaco antifebbrile per uso pediatrico (preferibilmente paracetamolo, farmaco contenuto in: Efferalgan, Tachipirina, Acetamol ecc. o ibuprofene, contenuto nel Nurofen, ecc...).

2. In caso di reazioni locali l'applicazione di ghiaccio o di un panno bagnato freddo in un primo momento e di una pomata (ad esempio all'arnica) in un secondo momento può contribuire a ridurre l'infiammazione. In questa fase può essere utile anche l'uso del paracetamolo per ridurre il dolore.
Inoltre il vaccino DTP a distanza di 24 ore può causare nel punto di iniezione la formazione di un piccolo nodulo lievemente dolente: in genere questo si riassorbe spontaneamente entro qualche settimana.



Come si possono prevenire le reazioni avverse e gli effetti collaterali?

Per ridurre al minimo le reazioni avverse è importante la valutazione dei rischi e delle controindicazioni da parte del pediatra e dell’operatore sanitario che somministra le vaccinazioni.
Di solito durante i periodici bilanci di salute, il pediatra valuterà se vi sono importanti controindicazioni o precauzioni da prendere (es. in caso di allergia importante, o precedenti reazioni avverse o convulsioni febbrili)

In ogni caso, prima della vaccinazione l’operatore sanitario del centro vaccinale:
• Si assicura che non esistano controindicazioni (accurata anamnesi pre-vaccinale con particolare riguardo alla presenza di un grado di ipersensibilità;
• chiede ai genitori se si sono verificate reazioni alle precedenti vaccinazioni;
• se esistono dubbi sulla interpretazione di quanto riferito o sulla opportunità di somministrare il vaccino, contatta il pediatra.
I bambini vaccinati devono restare nella sala d'attesa dell'ambulatorio vaccinale fino a 30 minuti dopo la somministrazione del vaccino, per assicurarsi che non si sviluppi una reazione avversa.




Quali sono le controindicazioni alla vaccinazione, cioè quando un bambino non può essere vaccinato?


L'esperienza derivata dalla somministrazione di milioni di dosi di vaccini di vario tipo permette di avere una idea abbastanza precisa delle controindicazioni.
Alcune di esse sono permanenti.
Altre temporanee (relative a particolari condizioni che si modificano nel tempo).
Ci sono infine condizioni che vengono definite false controindicazioni.

Le più comuni
controindicazioni vere permanenti, cioè il bambino non può mai essere vaccinato, sono:
1. Alterazioni del sistema immunitario: malattie da immunodeficenza, o immunosoppressione dovuta a tumori maligni come linfomi e leucemie. Assunzione di farmaci immunosoppressivi.
2. Allergia grave, con shock, all'uovo (solo per i vaccini coltivati su uova di pollo), o a componenti contenuti nei vaccini. Oppure reazioni gravi (shock anafilattico, grave neuropatia) dopo la 1^ dose.

Controindicazioni vere temporanee
• malattie acute febbrili con temperatura maggiore a 38° C, o con disturbi gravi ma transitori
• terapia immunosoppressiva con cortisonici ad alte dosi.

Controindicazioni false
• affezioni minori come le infezioni delle prime vie respiratorie, tosse e raffreddore, otite o diarrea, con temperatura inferiore a 38° C
• allergie tranne i casi descritti precedentemente;
• dermatite atopica e altre manifestazioni eczematose o infezioni cutanee localizzate;
• terapia con antibiotici sia orali che iniettivi o cortisonici per uso locale;
• convulsioni febbrili e non, sia a livello familiare che personale;

Queste controindicazioni sono false, poiché tutte le ricerche hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza delle vaccinazioni anche in corso di infezione.
Anche se spesso vengono rimandate, è dimostrato che il salto di una vaccinazione, quando il bambino ha una infezione lieve, può compromettere lo sforzo di assicurare una ottimale copertura vaccinale. In pratica, soprattutto per le vaccinazioni facoltative, molti bambini, soprattutto in condizioni socio-familiare sfavorevole, saltano la vaccinazione.


ATTENZIONE è molto importante sapere questa cosa, ribadita dall’Istituto Superiore di Sanità:

La febbre di grado lieve non è una controindicazione alla vaccinazione. La febbre definita come temperatura superiore a 38 è un valido motivo per rinviare la vaccinazione che dovrà essere eseguita immediatamente dopo la guarigione.
La vaccinazione delle persone con febbre superiore a 38 e infezioni moderate-gravi non determina un aumento degli eventi avversi o una ridotta risposta alle vaccinazioni.
La precauzione ha lo scopo di evitare una interferenza della febbre da vaccinazione o altri effetti collaterali (tipo agitazione, ecc...) con la malattia di base e quindi complicarne la gestione,
ma vuole anche impedire che le manifestazioni della malattia presente siano considerate come delle complicanze alla vaccinazione.

Infatti In situazioni di particolare rischio (es. profilassi post esposizione, esempio in caso di possibile ferita infetta da tetano, in cui va fatta subito la vaccinazione anti tetanica, o contatto con varicella in neonato) le vaccinazioni vanno eseguite subito anche in presenza di febbre alta o infezioni moderate o gravi.
Ecco perché anche il Ministero della Salute, oltre che l’Istituto Superiore di Sanità, ricorda che la misurazione delle febbre non è prevista nelle procedure di valutazione dell’idoneità vaccinale, così come non è più raccomandata la cosiddetta “visita pediatrica pre vaccinale”, che è inutile in un bambino senza sintomi, o con sintomi lievi tipo raffreddore.


Ma non vi sono problemi a fare così tanti vaccini tutti in una volta? La vaccinazione contro tante malattie diverse non aumenta il rischio di effetti collaterali e non sovraccarica il sistema immunitario?

Attualmente vi sono un maggior numero di vaccinazioni rispetto a qualche anno fa. Oppure anche per un unico virus o germe, si è aumentata la copertura con un maggior numero di sottotipi di quel germe. Questo perchè le conoscenze scientifiche e la ricerca sono in continuo progresso e ora è possibile proteggere il bambino da un numero di malattie maggiori che in passato.
La somministrazione di tanti vaccini in un'unica iniezione è ormai dimostrata sicura, anche nei neonati, e non ha effetti negativi sul sistema immunitario. E' dimostrato da diversi studi e ricerche che la somministrazione simultanea dei vaccini non ha maggiori effetti collaterali rispetto alla somministrazione separata.
Del resto, se ci pensiamo un attimo, i bambini sono esposti a molti agenti estranei tutti i giorni. Con i cibi (che non sono sterili) si introducono dei batteri nel corpo e nel nostro naso, bocca, pelle e intestino, vivono numerosi batteri che stimolano continuamente il loro sistema immunitario, senza che questo venga depresso.

Vi sono anche due ragioni pratiche in favore della somministrazione simultanea dei vaccini. La prima è per proteggere il bambino il più presto possibile, durante i primi mesi di vita, quando è più vulnerabile verso alcune malattie. La seconda è per ridurre le sedute vaccinali, sempre un pò spiacevoli per il bambino.



Ci sono delle visite o degli accertamenti di laboratorio da eseguire prima delle vaccinazioni?

Nonostante la comprensibile richiesta di aumentare la capacità di previsione di eventuali reazioni avverse non ci sono attualmente accertamenti di laboratorio in grado di prevedere e prevenire eventi così rari.
Esiste invece la possibilità attraverso la storia clinica, di identificare le situazioni che controindicano, temporaneamente o per sempre, la somministrazione di un vaccino oppure situazioni che richiedono prudenza nell’iniziare o continuare una vaccinazione.
Tutto il personale sanitario che esegue una vaccinazione deve verificare la presenza di controindicazioni e/o di precauzioni in ogni persona prima di somministrare il vaccino.

Non è necessario misurare la febbre o eseguire una visita pediatrica prima della vaccinazione a meno che la persona non appaia ammalata o riferisca una malattia in corso e sia, quindi, opportuno valutare se eseguire comunque la vaccinazione.