Il mio bambino non mangia la verdura. Insistere o no?

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Insistere perché il bambino mangi funziona?

Se il mio bambino non vuole mangiare l’insalata devo spingerlo almeno ad assaggiarla? Questo atteggiamento lo aiuta o no?

Tutti i genitori, io compreso, hanno avuto questo dubbio, di fronte al proprio figlio che mangia poco o non ne vuole sapere di alcuni cibi, di solito frutta e verdura.

Il fatto di insistere è naturale, vorremmo che almeno li assaggi, così poi magari in futuro li mangia.

Una recente ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Appetite, ci dice che questa forse è una nostra illusione.

In pratica ci dice di pensarci due volte prima di insistere perchè il nostro bambino mangi certi cibi, anche se non gli piacciono. 

Infatti, nonostante gli sforzi dei genitori, secondo questo studio il bambino non cambierà le sue abitudini.


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A quali domande vuole rispondere questa ricerca?

I ricercatori dell’Università del Michigan hanno cercato di rispondere alle domande che si fanno molti genitori, di fronte al bambino che mangia poco o che rifiuta degli alimenti, come alcune verdure.

Ad esempio se l’insistere perchè il bambino mangi ha dei risultati, sia sul suo peso, sia sulle sue abitudini alimentari. 

Infatti  molti genitori pensano che se insistono abbastanza, magari anche con premi o punizioni, il bambino imparerà a mangiare bene, anche la frutta e verdura.

Come vedremo dopo, i dati di questo studio indicano che questo non si verifica. 

E molti altri studi scientifici hanno dato gli stessi risultati.

Come si è svolta questa ricerca?

Gli autori hanno studiato circa 250 bambini i cui genitori adottavano qualche tipo di pressione sull’alimentazione del bambino, o su alcuni cibi o sulle quantità in generale.

Hanno valutato l’evoluzione in un anno delle abitudini alimentari e del rapporto peso altezza, dai 21 ai 33 mesi di età.

Quali sono i risultati di questa ricerca?

I ricercatori hanno rilevato che l’insistere perchè il bambino mangi cibi che non gli piacciono, o mangi una maggiore quantità, non porta a risultati apprezzabili. 

In pratica i bambini, dopo un anno, continuavano a comportarsi come prima e il loro rapporto peso/altezza restava uguale a prima, con una crescita regolare.

A quali riflessioni ci conduce questa ricerca?

Secondo questa ricerca, anche se si insiste che il bambino mangi, o si fanno pressioni, non cambia nulla.

Se il bambino non mangiava alcune cose, continua a non mangiarle anche sopo un anno, nonostante gli sforzi dei genitori.  

Ma la pressione continua e insistente può provocare una tensione e stress del bambino al momento del pasto. E questo può avere effetti negativi sul rapporto genitore bambino. 

Uno degli autori dello studio, la Dr.ssa Lumeng, Professore di scienze nutrizionali e Pediatria comportamentale e dello sviluppo, riporta un aneddoto di quando lei era piccola

Una sera a cena, mia madre ha servito alle mie due sorelle i piselli come contorno, ma a me è arrivato un piatto di carote. Poi mi ha detto, con un sorriso: “ti ho servito le carote perchè so che non ti piacciono i piselli”. Mi ricordo ancora le sue parole perchè mi sono sentita amata e rispettata. 

Cosa conviene fare allora se un bambino rifiuta alcuni cibi?

Stiamo attenti con l’insistere troppo, perchè potrebbe essere controproducente. 

Infatti rischiamo che il bambino, per la troppa pressione al momento del pasto, non voglia mangiare nemmeno i cibi che prima gradiva. 

Il bambino che mangia poco è un problema?

Si, ma spesso solo nel senso che è una fonte di stress e frustrazione per i genitori e gli altri parenti, tipo i nonni. 

Ma quasi mai il fatto di mangiare poco si riflette in problemi di crescita o di salute per il bambino. 

Tutti noi pediatri vediamo continuamente bambini che stanno perfettamente bene e crescono in modo ottimale mangiando  pochissimo.

Cosa fare allora?

Allora lasciamo perdere? Di fronte al rifiuto del bambino non facciamo nulla?

Io credo che possiamo cercare brevemente di convincerlo, in modo sereno e tranquillo, ad assaggiare quel cibo, ma sempre con il sorriso sulle labbra, senza insistere o punizioni, ma nemmeno premi se lo mangia.

Proponiamo scelte di cibi sani, poi sarà lui a decidere se mangiarli o no, e la quantità. Sempre bravo, sia che mangia due piatti, sia che rifiuti tutto.

E se il bambino non vuole un certo cibo, lasciamo perdere. Magari possiamo riprovare dopo qualche settimana, sempre rispettando le sue scelte. 

Pensiamo un attimo se qualcuno volesse farci mangiare un cibo che proprio ci disgusta, nel mio caso il sedano……


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Bibliografia.

J. C Lumeng e al. Picky eating, pressuring feeding, and growth in toddlers. Appetite vol 123. 2018, Pages 299-305

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