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Il monossido di carbonio è un gas che non si sente. 

Non ha odore o sapore, non ha colore, e non è irritante. 

Il suo pericolo deriva proprio da questo. Non ci si accorge della sua presenza fino a quando non si sta male. 

Inoltre, se si sta dormendo, l’intossicazione da monossido di carbonio può essere mortale. 

Il vomito di Marco, non così banale (clicca per leggere la storia)

Salgo in auto circa mezz’ora prima di una delle frequenti guardie del weekend, un sabato sera, al Pronto Soccorso Pediatrico.

So già cosa mi aspetta. In questo periodo invernale il corridoio e la sala di aspetto saranno sempre pieni di genitori che chiacchierano e bambini che, anche in PS non perdono la voglia di giocare. Qualche settimana fa il collega del PS ortopedico mi ha detto che da noi in pediatria c’è sempre il caos: “sembra la kasbah di Algeri” per indicare la folla, il via vai e il chiacchiericcio.

Arrivo e le mie previsioni non sono sbagliate. Forse alle 2-3 di notte avrò smaltito la fila.

Dopo aver visto molti bambini con gastroenterite arriva Marco, accompagnato dalla mamma. Davvero un bel bambino paffuto di sei mesi, ma c’è qualcosa che non va. Sempre sorridente secondo la mamma, anche con la febbre a 40, ora è cambiato. “sono preoccupata perché mi sembra spento” mi dice. “poi piagnucola e ha vomitato due volte”.

Anche se non vedo nulla di particolare, con gli anni ho imparato che ogni volta che una mamma è preoccupata mi sento inquieto, mi suona un campanello di allarme. Davvero l’intuito del genitore è meglio di un pediatra.

Esamino Marco e non trovo nulla di patologico. Anche i primi esami del sangue e delle urine sono normali. Penso che probabilmente ha una infezione virale in corso, ma qualcosa non quadra, anche perché il bambino non è migliorato per niente durante le ore in Ps, in attesa degli esami.

Richiamo in ambulatorio Marco per rivalutarlo e questa volta c’è anche il papà. Era a casa, ma è arrivato anche lui perché non sta bene. Infatti non ha una bella cera. È in attesa al Ps adulti per mal di testa e nausea. Aspetta il suo turno ed è venuto da noi per aiutare la mamma di Marco.

Penso allora che sicuramente padre e figlio hanno lo stesso virus, probabilmente gastrointestinale.

Ma ero completamente fuori strada.

Dopo circa un’ora si ode un trambusto in Pronto Soccorso Adulti, con l’arrivo di diverse ambulanze in codice rosso.
Non era un’incidente. Si trattava di una intera famiglia che stava male, con un bambino in coma, e gli altri componenti con sonnolenza, mal di testa e vomito. I soccorritori hanno visto un braciere acceso in casa. Erano stati tutti intossicati dal monossido di carbonio.

Ma l’infermiera del PS adulti nota una cosa strana, che chiarisce di colpo i sintomi di Marco e del papà.

L’indirizzo della famiglia è lo stesso del paziente appena inserito, il papà di Marco. Arriva da noi a chiedere se per caso sono parenti. No, ma i genitori li conoscono, sono i vicini di casa, nello stesso pianerottolo.

Ecco che allora i sintomi di Marco e del padre si spiegano molto bene. Sono quelli di intossicazione da monossido di carbonio, un gas che passa anche attraverso le fessure degli stipiti delle porte.

E gli esami lo hanno confermato.

E la mamma?  Per fortuna non era in casa quel giorno per impegni di lavoro ed è solo passata un attimo a prendere Marco e portarlo in ospedale. Ecco perché è stata bene.

Dopo una giornata passata in reparto con ossigeno, con esami tutti nella norma, Marco e suo padre sono potuti rientrare.

Alla visita di controllo dopo una settimana, mi hanno riferito che hanno preferito restare qualche giorno a casa dei nonni.
Per due giorni hanno tenuto le finestre aperte nel loro appartamento.

E hanno installato un rilevatore di monossido con allarme.

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Intossicazione da monossido di carbonio: Punti chiave da ricordare.

L’intossicazione da monossido di carbonio è frequente e molto pericolosa.

È causata da impianti di riscaldamento che funzionano male o da bracieri accesi o conservati al chiuso.

I sintomi iniziali, mal di testa, nausea, sono difficili da riconoscere, soprattutto nei bambini piccoli e vengono spesso scambiati per influenza. Se l’esposizione persiste, il paziente va in coma.

Si può prevenire l’intossicazione facendo una periodica verifica e manutenzione dell’impianto di riscaldamento, e utilizzando un rilevatore di monossido di carbonio con efficacia dimostrata, dotato di allarme.

Attenzione: Le informazioni contenute in questo sito sono solo a scopo educativo generale, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Leggete il documento "termini e condizioni".

Perchè è pericoloso il monossido di carbonio?

Il monossido di carbonio, chiamato anche CO, passa rapidamente dai polmoni al sangue.

Poi si lega rapidamente all’emoglobina, poiché ha una affinità per questa superiore all’ossigeno, di circa 250 volte.

Si forma allora quella che si chiama la “carbossi emoglobina”. La sua quantità dipende dalla durata dell’esposizione.

Questa sostanza si può dosare nel sangue e permette la diagnosi di intossicazione da monossido di carbonio, se supera certi valori. Un pò di carbossiemoglobina è presente normalmente. Nei bambini di solito è circa l’1-2 %. Nei fumatori può arrivare al 10-15 %

Il problema è che la carbossiemoglobina non riesce a fornire ossigeno ai tessuti, quindi se la sua concentrazione è alta la persona inizia ad avere i sintomi dell’intossicazione.

 

Come si forma il monossido di carbonio? Quali sono gli impianti o situazioni a rischio?

Chiaramente l’inalazione di fumo dopo incendio è una delle cause principali di intossicazione da monossido di carbonio.

Ma molti incidenti e decessi sono causati da intossicazioni non legate a incendi, quando vi è una cattiva combustione di carburanti contenenti carbonio.

I dispositivi a rischio di produrre monossido di carbonio sono degli impianti di riscaldamento che funzionano male, o non correttamente installati o che non hanno avuto una corretta e periodica manutenzione.

Altri apparecchi a rischio sono le stufe a kerosene, o da campeggio, o una griglia accesa utilizzata, o tenuta, al chiuso, ad esempio in garage.

Infatti in quest’ultimo caso le braci che restano per ore e ore possono produrre monossido di carbonio.

Anche un camino, o una stufa a pellet, che non ha un adeguata ventilazione e tiraggio può essere molto pericoloso. È fondamentale una periodica valutazione e pulizia della canna fumaria. 

Potete vedere in questa pagina come rendere i vostri impianti termici sicuri. 

Attenzione alla manutenzione degli impianti o camini della casa o appartamento di vacanza. 

Anche se si soggiorna solo occasionalmente, prima di accendere il riscaldamento o un camino, va fatta la manutenzione periodica e vanno sempre pulite le canne fumarie, che possono essere ostruite da foglie, o nidi di animali. 

Se il mio vicino di casa ha un impianto difettoso, corro dei rischi?

Purtroppo si.

Il monossido di carbonio passa anche attraverso tutte le fessure, come le porte o finestre.

Praticamente in tutti i casi di intossicazione da monossido di carbonio in un condomio, anche i vicini sono colpiti. 

Quali sono i sintomi della intossicazione da monossido di carbonio?

 Il problema è che la diagnosi è una delle più difficili, se non ci si pensa.

Infatti i sintomi sono molto subdoli e difficili da riconoscere, anche per un medico esperto.

I primi sintomi della intossicazione da monossido di carbonio sono di solito mal di testa con nausea, poi può comparire vomito. Il bambino piccolo, che non si esprime, presenterà pianto e inappetenza.

Sia nel bambino, che nell’adulto, di solito si pensa ad una influenza o un’altra malattia virale.

Un altro problema dei bambini è che di solito i sintomi compaiono molto prima che altri adulti presenti nella casa siano male. E questo rende ancora più difficile la diagnosi.

Se non viene fatta la diagnosi e non viene interrotta l’esposizione, l’intossicazione da monossido di carbonio si aggrava e porta a stato confusionale, con successiva perdita di conoscenza.

Nel bambino vi può essere agitazione o al contrario sonnolenza, fino al coma. Vi possono essere delle convulsioni.

Se non si interviene vi è un alto rischio di danno al cuore, spesso mortale.

Negli adulti, spesso, anche in pazienti che poi guariscono dalla intossicazione, possono restare dei danni neurologici o psichiatrici, della durata anche uno o due anni.  Nei bambini il rischio è più basso.

Come si fa la diagnosi di intossicazione monossido di carbonio?

In Pronto soccorso noi medici veniamo aiutati dalla storia che vi sono diverse persone, della stessa famiglia, con gli stessi sintomi.

Ovviamente si tratta di un periodo in cui i riscaldamenti sono accesi. Possiamo avere degli indizi chiedendo il tipo di riscaldamento adottato in casa e se sono stati accesi altri apparecchi, tipo griglie, ecc..

Poi facciamo un esame del sangue alla ricerca della carbossiemoglobina. Quando questa supera il valore normale per l’età allora poniamo la diagnosi di intossicazione da monossido di carbonio.

Una volta posta la diagnosi, valutiamo il cuore e il cervello con altri esami, di solito ECG o Ecocardio e TAC o Risonanza Magnetica.

Come si cura l’intossicazione da monossido di carbonio?

La terapia fondamentale è quella di dare ossigeno, ad alta concentrazione, per fare “staccare” il monossido di carbonio dall’emoglobina.

Se il paziente non è in coma, con gli altri esami normali, molto spesso questo si può fare in Pronto Soccorso, con la somministrazione di ossigeno al 100% ad alto flusso. E si continua fino a quando il valore di carbossiemoglobina è sceso a valori quasi normali.

Vi possono essere casi di intossicazione monossido di carbonio grave, con segni di danno al cuore o con paziente in coma, o in gravidanza, o con una concentrazione alta di carbossiemoglobina (superiore al 25%).

In queste situazioni occorre somministrare l’ossigeno in una camera iperbarica, il più rapidamente possibile, idealmente entro sei ore dalla esposizione.

Come posso prevenire l’intossicazione da monossido di carbonio? 

Puoi essere tranquillo adottando queste due misure, che vedremo in dettaglio. 

Primo: avendo impianti perfettamente a norma e evitando le situazioni a rischio. 

Secondo: utilizzando un rilevatore di monossido di carbonio affidabile. (non tutti lo sono).

Avere impianti di riscaldamento sicuri e evitare situazioni a rischio. 

Ogni autunno o anche prima dobbiamo preparare i nostri impianti di riscaldamento, per evitare il rischio di intossicazione da monossido di carbonio. 

Per questo motivo i nostri impianti di riscaldamento o caldaie devono essere installati da personale specializzato che possa rilasciare le certificazioni di sicurezza. 

Poi ovviamente è fondamentale la manutenzione e pulizia periodica, sempre fatta non da noi ma da personale specializzato. 

Evitiamo il “fai da te”. Non siamo professionisti in questo campo. 

Rischiamo che, per risparmiare qualcosa, mettiamo in pericolo la nostra famiglia.

Se abbiamo dei camini o delle stufe a pellet facciamoli controllare e facciamo pulire le canne fumarie da uno spazzacamino specializzato.

Evitiamo di accendere griglie o bracieri o altre stufe a combustibile in locali chiusi. Attenzione anche a non metterli al chiuso dopo che sono stati usati.

Ad esempio una griglia usata per la cena all’aperto, e poi riposta in garage, può essere estremamente pericolosa.

Infatti la brace continua a produrre monossido di carbonio per tutta la notte, che arriva poi in casa e rischia di intossicare tutta la famiglia, come successo diverse volte. 

Avere in casa un rilevatore di monossido di carbonio.

Il solo metodo veramente efficace e sicuro al 100% di prevenire l‘intossicazione monossido di carbonio è quello di utilizzare un rilevatore di questo gas, equipaggiato con allarme.

È uno strumento che può salvare la vita. Dovrebbe essere presente in ogni appartamento o in ogni piano, se la casa è grande.

Ne esistono diversi modelli validi, anche economici, facili da trovare on line o in negozio.

Attenzione però.

Alcuni rilevatori non funzionano bene, non hanno passato i test e infatti sono stati recentemente rimossi da Amazon, come riportato da questo articolo dell’Independent.

Nelle schede sotto puoi vedere alcuni rilevatori sicuri, che hanno superato tutte le prove dei test di laboratorio della rivista inglese, a tutela dei consumatori, Which?

A questa pagina potete avere informazioni più approfondite sui migliori tre rilevatori di monossido di carbonio.

Honeywell XC100D, Rilevatore di monossido di carbonio
33 Recensioni
Honeywell XC100D, Rilevatore di monossido di carbonio
  • Alta affidabilità.
  • Facile da installare.
  • Interfaccia utente intuitiva.
  • Preallarme opzionale.
  • Espansione per connessione wireless.

Kidde Highthawk NHDCO/5DCO/900-0230 BSI Rilevatore di Monossido di Carbonio, a Batteria

155 Recensioni

Kidde Highthawk NHDCO/5DCO/900-0230 Rilevatore di Monossido di Carbonio

  • Pulsante Test/Reset
  • Allarme penetrante: 85 db
  • A batteria quasi scarica il rilevatore emette un segnale acustico di avvertimento e compare un messaggio sul display
  • Sensibilità: 30 ppm di gas

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Nest Protect Rilevatore Di Fumo e CO, Bianco

4 Recensioni

Nest Protect Rilevatore Di Fumo e CO, Bianco

  • Ricevi avvisi sullo smartphone: Se c’è un problema o se le batterie stanno per scaricarsi, Nest Protect può inviarti un messaggio
  • Nest Protect parla e ti comunica se c’è fumo o CO e ti dice dov’è il pericolo, così sai sempre che cosa fare
  • La luce di Nest Protect è in genere spenta, ma appena passi sotto al dispositivo, la funzione Luce notturna si accende per illuminare il tuo percorso
  • Il sensore a spettro suddiviso rileva incendi sia a lenta sia a rapida combustione

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Intossicazione monossido di carbonio: Referenze Bibliografiche

Kao LW, Nañagas KA. Carbon monoxide poisoning. Emerg Med Clin North Am 2004; 22:985.

Cho CH, Chiu NC, Ho CS, Peng CC. Carbon monoxide poisoning in children. Pediatr Neonatol 2008; 49:121.

Ultimo aggiornamento 2019-01-23 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API