Linfonodo al collo nei bambini. Perché? Quando Preoccuparsi? Con la Storia di Mattia.

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Tempo di lettura: 16 minuti

Dr. Sandro Cantoni. Aggiornato il 12.05.2021

I linfonodi sono piccole ghiandole presenti in tutto il corpo. Ce ne sono quasi mille. 

Fanno parte del sistema immunitario e agiscono come un filtro per trattenere e distruggere virus e batteri. Servono anche come una fabbrica di cellule e anticorpi per combattere le infezioni. 

I linfonodi dei bambini sono più grandi di quelli degli adulti, perché sono continuamente esposti alle infezioni, ed è quindi molto più facile vederli e sentirli con le dita.

Un linfonodo al collo del bambino o del neonato, o alla testa (linfonodo nucale), preoccupa praticamente sempre i genitori.

Ma per fortuna, nella stragrande maggioranza dei casi, i linfonodi ingrossati nei bambini non costituiscono un problema preoccupante. 

I linfonodi ingrossati al collo sono estremamente frequenti. Quasi tutti i bambini prima o poi ce l’hanno. 

Spesso il bambino presenta dei linfonodi dietro l’orecchio, come delle palline dietro l’orecchio. Anche in questo caso si può stare tranquilli nella maggior parte dei casi.

I linfonodi sono presenti fin dalla nascita ma nel neonato non sono di solito palpabili, perchè sono troppo piccoli.

Poi mano a mano che il bambino cresce, questi tendono ad aumentare di dimensioni e si riescono a sentire.

Ad esempio sono frequentissimi nel bambino piccolo, e spesso preoccupano i genitori, dei piccoli linfonodi in regione occipitale, dietro alla testa, mobili. Questi sono assolutamente normali.

È importante ricordare che se la tumefazione è in mezzo al collo, nella linea mediana, difficilmente si tratta di un linfonodo, ma spesso si tratta di un’altra condizione, come delle cisti di residui della tiroide o altro.

Il vostro medico saprà fare la diagnosi, eventualmente con l’aiuto di un’ecografia.

Se il linfonodo al collo è molto ingrandito o infiammato il medico potrebbe parlare di “linfoadenite cervicale o linfoadenopatia”. 

Questi termini medici significano che il linfonodo al collo è infiammato, arrossato, oppure gonfio o ingrossato rispetto ad un linfonodo normale.

Qui puoi vedere un mio video sui segni di allarme (descritti anche sotto)


Indice


Quando una ghiandola al collo è troppo grande ?

Il linfonodo normale al collo ha dimensioni inferiori a 1 cm.

Il linfonodo ingrandito o ghiandola al collo è molto frequente e noi pediatri lo vediamo spesso in ambulatorio o al pronto soccorso.

Per capire quale può’ essere la causa, diverse cose vanno considerate.

Ad esempio l’età del bambino, se vi è febbre, dove è la tumefazione, se è mobile o meno, e altro.

Nella maggioranza dei casi si tratta di lesioni banali, che si risolvono da sole o a volte con terapia antibiotica o altro.

Ma in alcune situazioni queste tumefazioni possono indicare una malattia più seria, come infezioni severe delle strutture vicine, o, anche se molto raramente, dei tumori, come un linfoma o una leucemia.

Quali sono le cause più frequenti dei linfonodi ingranditi al collo nei bambini?

La causa più frequente di linfonodi ingranditi al collo nei bambini sono delle infezioni virali. In questo caso spesso il medico usa il termine medico di “linfoadenite”.

Di solito il bambino ha una storia di infezione virale, come un raffreddore o tosse o influenza, e allora uno o più linfonodi si ingrandiscono. In questo caso si parla anche di linfoadenite reattiva. 

Quando guarisce l’infezione, e il bambino sta meglio, in qualche giorno i linfonodi ritornano alle dimensioni normali.  

Alcune volte i linfonodi ingranditi ci mettono molto tempo a guarire, ad esempio anche 5 o 6 settimane in caso di mononucleosi.

Ma le cause di uno o più linfonodi ingranditi possono essere molte. 

Per orientarsi può essere utile distinguere se si tratta di molti linfonodi ingranditi, in entrambi i lati del collo, oppure se i linfonodi sono solo uno o due, da una sola parte.

Se vi sono diversi linfonodi ingranditi, in tutte e due i lati del collo, le cause più frequenti sono:

La causa più frequente sono infezioni virali, e in questo caso la tumefazione appare abbastanza rapidamente, nel giro di pochi giorni, e si possono palpare altre ghiandole vicine, dalla stessa parte o anche bilateralmente.

Poi sono presenti spesso altri sintomi di questa infezione virale, come febbre, mal di gola, tosse.

Una delle più’ frequenti infezioni virali che danno delle ghiandole del collo molto gonfie è la mononucleosi infettiva.

Molti virus possono dare una linfoadenite, tra cui anche il virus del morbillo, quello della rosolia, o orecchioni. 

Inoltre anche il virus responsabile della malattia bocca-mano-piedi. O i virus responsabili della gengivo stomatite, come l’herpes. 

L’infezione batterica che vediamo più spesso è la tonsillite da streptococco.  Questa si manifesta con ghiandole al collo molto aumentate, soprattutto all’angolo della mandibola, febbre e mal di gola. Si cura con antibiotici.

A volte i linfonodi restano gonfi perchè il bambino ha delle tonsilliti ricorrenti da streptococco.

Se si tratta di una ghiandola unica al collo comparsa rapidamente le cause sono:

La causa più frequente sono infezioni batteriche, come l’infezione da streptococco. In questi casi spesso il medico prescrive una terapia antibiotica per 10-15 giorni.

In alcuni casi, ad esempio se la ghiandola è arrossata e dolente, può’ essere utile fare un’ecografia per vedere se non sia presente un ascesso.

Inoltre, in alcuni paesi ad altro rischio una tumefazione al collo può’ essere dovuta anche al batterio della tubercolosi.

Anche in caso di infezioni virali, come la mononucleosi infettiva, il bambino può avere un’unica ghiandola al collo.

Nel caso di infezioni virali o da streptococco, di solito in 10-15 giorni, la tumefazione regredisce o migliora molto.

Se non vi sono miglioramenti dopo 3 settimane, o prima in caso di peggioramento importante, meglio consultare il medico.

Infatti in questo caso spesso sono utili degli esami del sangue e un’ecografia.

I linfonodi del collo si possono ingrandire anche quando vi è una scarsa igiene orale, con diverse carie. La causa sono dei batteri della bocca detti anaerobi.

Cause più rare di ghiandole al collo ingrandite. 

Tra le altre malattie che possono dare dei linfonodi ingranditi al collo vi sono delle infezioni da germi della tubercolosi, o altri simili (si chiamano micobatteri atipici). 

Oppure infezioni da funghi o parassiti, come la toxoplasmosi. 

In questo caso spesso i linfonodi restano ingranditi per molto tempo, anche qualche mese. 

Se vi sono dei linfonodi ingranditi solo da una parte del collo, soprattutto se dura da parecchio tempo, potrebbe trattarsi di una malattia da graffio di gatto.

Infatti se il bambino è stato graffiato da un gatto, soprattutto un cucciolo, giorni o anche qualche settimana prima, un tipo particolare di batterio, che si chiama Bartonella, può dare un ingrandimento anche notevole di un linfonodo del collo. Il linfonodo ingrandito si trova dalla stessa parte del graffio.

In questo caso parlatene con il vostro medico, che potrebbe fare degli esami specifici per capire se si tratta di questa causa. Questa infezione si cura con antibiotici. 

I linfonodi sono ingranditi anche in caso di malattia di Kawasaki, in cui vi è anche febbre elevata, e altri sintomi che permettono di fare diagnosi. 

Se il bambino ha periodicamente febbre, mal di gola, afte in bocca e linfonodi del collo ingranditi, potrebbe trattarsi della cosiddetta PFAPA, un tipo di febbre periodica e ricorrente. 

Molto più raramente i linfonodi ingranditi, soprattutto se restano aumentati per molto tempo, sono dovuti a tumori, come un linfoma o una leucemia o altri. Anche in questo caso vi sono di solito degli altri sintomi che permettono di sospettare la diagnosi. 

In questo caso infatti spesso il bambino presenta dei sintomi come stanchezza, sudorazioni notturne, febbricola, calo di peso, facilità agli ematomi.

Complicanze del linfonodo al collo. 

Nei casi descritti sopra, di linfonodi che aumentano in caso di infezione virale o batterica, si parla di “linfonodi reattivi”

Però alcune volte il linfonodo si infetta. 

La complicanza più frequente è quella che si chiama linfoadenite batterica acuta, con evoluzione in ascesso. 

Può essere causata dallo streptococco o da altri tipi di batteri. 

Il bambino ha febbre e uno o più linfonodi molto ingrossati, con la pelle sopra arrossata, e fanno male quando li si tocca. 

Di solito gli antibiotici per bocca funzionano bene e possono guarire un ascesso iniziale, altrimenti, se non vi è miglioramento in 2 o 3 giorni, può essere necessaria una terapia per via endovenosa o un piccolo intervento chirurgico di drenaggio.

Come si fa a capire se il linfonodo ingrandito si sta trasformando in ascesso?

Dipende dall’evoluzione. 

Se l’ingrandimento migliora da solo in 6-7 giorni, allora si tratta di una linfoadenite virale che sta guarendo. 

Altrimenti è probabile che si tratti di una infezione batterica che potrebbe evolvere in ascesso. In questo caso il medico può decidere di proporre una terapia antibiotica con o senza approfondimento diagnostico con esami e ecografia.

Perché il bambino ha un linfonodo ingrandito dietro l’orecchio?

Spesso i genitori si preoccupano perché sentono una pallina dietro all’orecchio. 

Pensano si tratti di una ciste o qualcosa di pericoloso. 

Invece nella maggior parte dei casi si tratta di un linfonodo retroauricolare. 

I motivi possono essere diversi, ma i più frequenti sono infezioni virali, o una otite esterna, o una piccola lesione, anche un graffio, alla testa. 

Si vedono spesso anche quando vi è una infezione in sede di orecchini o piercing all’orecchio.

Per quanto tempo il linfonodo al collo resta ingrossato?

Dipende dalla causa. 

Nella maggior parte delle infezioni virali o batteriche il linfonodo ritorna alle dimensioni normali in 7-15 giorni. 

Ma alcune volte serve molto più tempo, anche diverse settimane, ad esempio in caso di mononucleosi.

Quali esami servono per fare la diagnosi?

Nella maggior parte dei casi non serve nessun esame. 

Il pediatra, con la storia e la visita, individua la causa nella grande maggioranza dei casi. 

Altrimenti, come detto sopra, il medico può decidere di prescrivere degli esami del sangue, ad esempio un emocromo e un’ecografia.

Cosa fare in caso di linfonodo al collo.

Se si tratta di poche ghiandole di dimensioni modeste, soprattutto se il bambino presenta i sintomi di una infezione respiratoria comune (febbre moderata, tosse), normalmente basta solo osservare come evolve la tumefazione. Infatti questa spesso scompare da sola in 1-2 settimane.

Se il bambino ha dolore potete somministrare paracetamolo o ibuprofene. Però in questo caso conviene che contattare il pediatra per una visita. 

In alcuni casi, ad esempio in caso di faringite da streptococco, o quando la ghiandola è più grande o arrossata o dolente, il medico potrebbe prescrivere una terapia antibiotica.

In casi più rari, soprattutto nelle condizioni descritte sopra, il medico spesso prescrive degli esami del sangue o strumentali (ecografia o radiografia) o può’ richiedere una valutazione specialistica.

Puoi leggere anche questo bell’articolo sull’argomento, della Fondazione Umberto Veronesi.

I segni di allarme in caso di linfonodo al collo ingrandito

1. Il linfonodo, la ghiandola è localizzata sopra alla clavicola oppure magari anche da altre parti ma vi è una ghiandola anche sopra la clavicola.

Questo un segno importante perché spesso dei tumori come dei linfomi danno proprio la comparsa di ghiandole in quel posto.

2. Il linfonodo aumenta sempre di dimensioni. Mano a mano che passano i giorni aumenta diventa arrossato, gonfio e fa male quando lo si tocca.

È normale che un linfonodo nel collo non guarisca in qualche giorno però non dovrebbe aumentare in modo eccessivo. Se invece succede il contrario soprattutto se è arrossato e fa male può darsi che si stia sviluppando un ascesso.

3. La ghiandola ha una dimensione superiore 2 cm e poi è dura e non si muove quando si cerca di spostarla dolcemente. È dura proprio come un sasso.

Anche questo è un segno di un possibile tumore o di altra malattia importante. 

4. Il linfonodo è ingrossato, quindi di una dimensione superiore ai 2 cm, e non migliora. 

Cioè praticamente in un paio di settimane il linfonodo non diminuisce di dimensioni. 

5. Il bambino ha una perdita di peso. Oppure una stanchezza marcata.

6. Il bambino ha una febbre alta magari da diversi giorni e non sta bene.

Si può trattare di un’infezione batterica importante oppure anche alcuni tipi di infezioni che danno delle ghiandole al collo aumentate come la malattia di Kawasaki.

7. Il bambino ha una febbricola che continua per 15 o 20 giorni.

Si può trattare di un’infezione virale persistente o ricorrente ma a volte anche di malattie più gravi.

8. Il vostro bambino ha delle ghiandole al collo che non passano e in più vi accorgete che comincia a sudare molto di notte. Anche se non c’è caldo. 

Molto di più di quello che era abituato a fare.

Anche questo è uno dei segni di linfoma o altri tumori. Ma anche di alcuni tipi di infezioni particolari.

9. Il bambino presenta uno sfogo della pelle, soprattutto se si tratta di macchie che non scompaiono quando le schiacciate, come dei piccoli o grandi ematomi. 

Poi anche se vi è una facilità agli ematomi anche per traumi lievi.

Anche questo può essere un segno di un tumore come una leucemia. Ma anche di alcuni tipi di infezioni.

10. Il bambino inizia ad avere difficoltà a deglutire e non riesce a mangiare oppure ha una forte salivazione o fa fatica respirare. O magari presenta una rigidità al collo o un torcicollo.

In questo caso il problema può essere un’infezione delle strutture dei muscoli o delle strutture del collo, quello che si chiama in termini tecnico un ascesso faringeo.

11. E qui mi ripeto rispetto quello che ho detto prima. Se vi sentite per qualsiasi motivo agitati e preoccupati.

Se il vostro bambino anche uno solo di questi sintomi o segni conviene chiamare il vostro medico. 

Se invece vedete che il bambino ha delle ghiandole gonfie, però queste non fanno particolarmente male, non sono dure e sono mobili, e magari bambino anche un po’ di mal di gola o raffreddore, allora si può stare abbastanza tranquilli se il bambino non ha nessuno dei sintomi che ho descritto sopra.

Di solito in questi casi conviene aspettare per vedere l’evoluzione, perché spesso il linfonodo nell’arco di qualche giorno comincia diminuire poi magari sparisce del tutto in un paio di settimane.

È inutile fare degli esami o un’ecografia in questi casi.

In caso di qualsiasi dubbio ovviamente contattate il vostro pediatra. Nel caso che il linfonodo non passa il pediatra potrebbe prescrivere una terapia antibiotica oppure degli esami ad esempio l’ecografia.

La storia di Mattia

Come ad esempio nel caso di Mattia, un bambino che aveva proprio qualcuno dei sintomi che vi ho descritto sopra. 

Mattia viene visto dal suo pediatra in maggio per un controllo periodico annuale. 

Mattia ha 10 anni ed è sempre stato in buona salute, tranne le solite lievi malattie infettive dei bambini. Mai ricoverato in ospedale. 

Durante la visita il pediatra trova un linfonodo ingrandito alla parte sinistra del collo, sotto l’angolo della mandibola. Abbastanza mobile, non duro e non fa male. 

Il bambino ora ha un pò di raffreddore e due settimane fa ha avuto una tonsillite da streptococco. Allora a questo punto la diagnosi più probabile è un linfonodo reattivo da malattia infettiva. Il pediatra consiglia un controllo fra 20-30 giorni se la situazione non migliora. 

Però arriva l’estate, il bambino sta bene, gioca. Il linfonodo quasi non si vede. E si parte per le vacanze

A settembre Mattia ha tosse e raffreddore e si sente sempre lo stesso linfonodo. Il pediatra fa diagnosi della cosa più probabile. Cioè un ingrandimento da infezione virale, quello che si chiama in termine tecnico linfoadenite reattiva. 

Però per stare tranquilli prescrive anche degli esami del sangue e una radiografia, per escludere, ad esempio una leucemia. Questi esami sono risultati normali, con sollievo della famiglia e del pediatra, e David ha ripreso la sua vita normale. 

Però il linfonodo era sempre lì. I genitori di Mattia iniziano a preoccuparsi. La mamma, medico, pensa che ci possa essere una causa odontoiatrica, come una carie che non si vede o un ascesso dentario. 

E lo porta dal dentista che non trova nulla. Denti perfetti. 

Allora i genitori ricontattano il pediatra, anche perché proprio il linfonodo resta sempre lì, sembra più duro, e ora è preoccupato anche Mattia, che in più è più stanco del solito. 

Il pediatra invia il bambino al nostro ospedale, per una valutazione chirurgica ed eventualmente una biopsia per chiarire la diagnosi. Il chirurgo inizialmente pensa che si possa trattare di una infiammazione delle ghiandole salivari, però sia la Tac che un’ecografia non lo confermano. 

Abbiamo deciso che a questo punto la biopsia era indispensabile. 

Anche se i genitori erano titubanti per la paura dell’anestesia generale e l’intervento piuttosto delicato che poteva toccare i nervi e i vasi del collo, sono d’accordo per farla. 

Sono passati ormai diversi mesi e agli inizi di novembre Mattia entra in sala operatoria. L’équipe chirurgica asporta il linfonodo che viene inviato in laboratorio per l’esame istologico. 

Dopo qualche giorno di lunga attesa difficile per i genitori arriva il risultato, che già la mamma sospettava. linfoma di Hodgkin, un tumore maligno dei linfonodi. 

Dopo un paio di settimane Mattia inizia la chemioterapia nel reparto di oncologia pediatrica. Ha fatto diversi cicli e la cura ha funzionato. Dopo quasi un anno gli esami indicano una remissione completa. 

Ultimo consiglio. 

Pensare che il proprio bambino abbia qualcosa di grave è enormemente stressante, angosciante, a volte devastante. Non si dorme di notte. 

Poi si va a guardare su google e quasi sempre questa paura aumenta perché non si hanno le competenze per valutare le informazioni in modo corretto.

Se pensate a queste cose nel vostro bambino che ha un linfonodo al collo, come con un altro sintomo, e avete paura che si tratti di qualcosa di grave, come un cancro o altro, che mette in pericolo la vita del vostro bambino, ditelo al vostro pediatra. Non tenetelo per voi.

“Dottore, ho paura che il mio bambino abbia una leucemia, o un tumore, o altro”. 

È importante che esprimiate le vostre preoccupazioni e le vostre idee, così durante la visita vi potrà rassicurare, oppure a volte anche se le preoccupazioni sono fondate e fare degli esami per confermare o escluderle. 

Se volete ricordarvi i segni di allarme non è necessario riascoltare la puntata. potete scaricare il pdf nell’articolo collegato. 

Referenze bibliografiche. 

Michael S. Weinstock, Neha A. Patel and Lee P. Smith. Pediatric Cervical Lymphadenopathy. Pediatrics in Review September 2018, 39 (9) 433-443. 

Michael F Dulin e al. Management of Cervical Lymphadenitis in Children. Am Fam Physician. 2008 Nov 1;78(9):1097-8.

Leung AK, Davies HD. Cervical lymphadenitis: etiology, diagnosis, and management. Curr Infect Dis Rep 2009; 11:183.


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4 commenti su “Linfonodo al collo nei bambini. Perché? Quando Preoccuparsi? Con la Storia di Mattia.”

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