Il mio bambino ha spesso il mal di pancia. Perchè? Cosa fare?

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Anche questa mattina Matteo, 8 anni, non vuole andare a scuola e dice che ha mal di pancia. Tre giorni fa la stessa cosa. L’ho mandato a scuola lo stesso. Alle 12 chiama la maestra. Matteo sta piangendo e si piega in avanti, e sono dovuta andare a prenderlo. Non capisco. Sono ormai due mesi che succede questo. Ma perchè? C’è qualche malattia sotto? E cosa posso fare?

I dolori addominali ricorrenti del bambino sono molto frequenti. Circa il 10-20 % dei bambini li hanno.

Nella maggior parte dei casi non è una malattia importante che causa il disturbo e il problema si risolve da solo con il tempo.

Però questi mal di pancia frequenti disturbano molto la vita del bambino e della sua famiglia. Infatti vi sono problemi con la frequenza scolastica e il bambino non riesce a fare una vita normale come i suoi coetanei.

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Attenzione: Le informazioni contenute in questo sito sono solo a scopo educativo generale, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Leggete il documento”termini e condizioni”.

Quando si parla di dolori addominali ricorrenti, o cronici?

Si parla di dolore addominale cronico o ricorrente quando il bambino ha mal di pancia almeno una volta alla settimana, per almeno 2 mesi.

Si parla di dolori addominali ricorrenti “funzionali” quando il bambino ha spesso il mal di pancia, ma non si trova alla visita nessuna causa responsabile di questo disturbo.

Altre volte il dolore cronico è segno di malattia, ma si tratta di casi molto più rari.

Una cosa molto utile per capire il tipo di dolore è quella di tenere un “diario del mal di pancia”, da mostrare al vostro medico.

In pratica si tratta di scrivere in un quaderno quando compare il mal di pancia, dove (es. a scuola) quanto dura, dove è localizzato, quanto è forte (es da 0 a 10). Inoltre se ha impedito alcune attività (scuola, sport), se è stato scatenato da qualcosa (pasto, ginnastica, stress, ciclo mestruale, ecc…) e cosa si è fatto per migliorarlo.

Quali sono le cause di dolore addominale ricorrente nei bambini?

Come dicevamo prima vi sono delle cause “organiche”, cioè malattie, e altre cause “funzionali”, senza una patologia vera e propria. Se si risolvono queste malattie o problemi, il mal di pancia può passare.

Quali sono cause “organiche”, cioè le malattie o condizioni responsabili del mal di pancia?

Possono essere diverse.

Ad esempio infezione delle vie urinarie, o malattie infiammatorie intestinali. Anche infezioni parassitarie o intolleranza al lattosio. Anche la malattia celiaca può dare mal di pancia ricorrente.

Un’altra causa frequente di mal di pancia è la stitichezza, con feci dure.

Quali sono i disturbi e i sintomi che possono fare pensare che il mal di pancia ricorrente sia dovuto ad una malattia?

Se il mal di pancia ricorrente è dovuto ad una causa organica, patologica, di solito vi sono uno o più di questi “segni di allarme” come:

  • male quando si schiaccia la pancia,
  • sangue nelle feci,
  • vomito importante,
  • perdita di peso o scarsa crescita in statura,
  • il dolore risveglia il bambino, anche di notte,
  • presenza di stitichezza, o diarrea, o rigonfiamento della pancia, o vomito,
  • bruciore a urinare.

Cause “funzionali” del mal di pancia.

In questo caso non vi sono delle cause patologiche identificabili, responsabili del mal di pancia.

Ma questo non vuol dire che il mal di pancia sia inventato.

È un mal di pancia vero.

Il bambino può avere un dolore anche molto forte, da piangere. Spesso deve stare a casa da scuola, o i genitori sono chiamati a riprenderlo.

Ci sono diversi tipi di mal di pancia “funzionale”.



Colon irritabile (chiamato anche sindrome dell’intestino irritabile).

In questo caso il bambino, ma più spesso il ragazzo, ha mal di pancia, e anche un cambiamento delle feci. A volte ha la diarrea, a volte stitichezza. Se il bambino ha queste caratteristiche e non ha i segni di allarme descritti sopra, la diagnosi è questa. Non è una “diagnosi di esclusione”, quindi non servono esami normalmente.

Io in genere, in questi casi, prescrivo comunque esami per la celiachia, che si trova con una frequenza aumentata se il bambino ha un colon irritabile, secondo alcune ricerche.

Mal di stomaco funzionale (detto anche dispepsia)

Il bambino, quando inizia a mangiare, lamenta un gonfiore fastidioso allo stomaco e si sente pieno. Può avere fastidi o bruciori di stomaco o vomito.

A volte il bambino non riesce a finire il pasto per questo problema.

Oppure il bambino può avere bruciore di stomaco e fastidio anche al di fuori del pasto, e il pasto può aumentare o alleviare il dolore.

Emicrania addominale.

In pratica il bambino ha una crisi di emicrania, ma invece di avere mal di testa, ha mal di pancia.

Infatti spesso vi è un genitore o un parente con emicrania.

Si pensa a questa situazione quando il bambino, da almeno 6 mesi, ha delle improvvise crisi di mal di pancia forte, al centro dell’addome, e che durano qualche ora. La crisi si può accompagnare a nausea, vomito o anche mal di testa.

Poi gli passa tutto e sta benissimo fino all’altro episodio, che può comparire anche qualche mese dopo.

Dolori addominali funzionali ricorrenti.

Se il bambino non presenta uno dei quadri descritti sopra, allora rientra in questa categoria.

Alcuni indizi ci fanno pensare che si tratti di un dolore addominale ricorrente funzionale.

  • Il mal di pancia dura meno di un’ora, e il bambino non riesce a dire con precisione dove ha male. Può essere sia prima che dopo i pasti.
  • Ci possono essere anche altri sintomi come nausea, mal di testa, fatica.
  • Il bambino cresce bene e non ha altri sintomi, come diarrea, stipsi, febbre o altro.

Ma allora il bambino fa finta? Per esempio per non andare a scuola?

No. Il dolore è reale. Ma spesso il comportamento di chi assiste il bambino può aumentare il problema.

Ad esempio se si parla sempre di questo mal di pancia che non passa, il bambino capisce che i genitori sono preoccupati, aumenta il suo livello di ansia e questo fa peggiorare il dolore.

Infatti questi dolori sono maggiori o più frequenti proprio in periodi stressanti per il bambino, ad esempio un trasloco, o l’arrivo di un nuovo fratellino o sorellina, o l’inizio della scuola.

E a questo proposito il mal di pancia può essere il primo segno di un problema scolastico, o di rifiuto o di malessere con i compagni.

Ma perchè il bambino ha mal di pancia, se non ha una malattia?

Il bambino non inventa il mal di pancia. Lo ha realmente e le ricerche lo hanno dimostrato.

Nell’intestino vi sono come degli interruttori del dolore, che scattano quando vi sono diversi stimoli, ad esempio quando l’intestino si dilata per aria, o quando si muove in modo importante, ad esempio prima di andare di corpo.

Nei bambini che hanno il mal di pancia ricorrente, questi interruttori sono ipersensibili e scattano per stimoli molto bassi, che in un altro bambino non danno alcun fastidio.

In pratica in questi bambini vi è quella che si chiama una “ipersensibilità intestinale”, per cui i normali movimenti intestinali sono spesso dolorosi.

Alcuni bambini, soprattutto adolescenti, sentono il dolore non appena iniziano il pasto, e allora preferiscono saltarlo, ad esempio la colazione. Questo a volte provoca stipsi e perdita di peso e il problema si può confondere con un inizio di anoressia.

Nella percezione del dolore sono fondamentali anche i processi mentali, psicologici. Ad esempio se il bambino è ansioso, o sente la preoccupazione della famiglia, allora sentirà un male maggiore.

Vi sono degli esami da fare? E quali?

Il medico può prescrivere degli esami, per vedere se vi sono delle cause patologiche del mal di pancia.

Questi possono essere, ad esempio, un esame delle feci alla ricerca di sangue. Inoltre possono essere fatti esami del sangue.

Se non vi sono i “segni di allarme” descritti sopra, l’ecografia della pancia non serve (le ricerche dimostrano che è praticamente sempre normale).

Quindi come si può essere sicuri che il mal di pancia sia “funzionale”, senza una malattia sotto?

Se il bambino ha queste tre caratteristiche il mal di pancia è funzionale:

  1. Il dolore dura da più di 2 mesi e non vi sono i segni di allarme descritti sopra,
  2. La visita dal pediatra è negativa,
  3. L’esame delle feci per sangue è negativo (si chiama esame del sangue occulto).

A volte per maggiore rassicurazione prescrivo un esame del sangue e delle urine, che sono praticamente sempre negativi.

Altri esami meglio non farli.

Attenzione.

Spesso i genitori mi chiedono tanti esami perchè hanno paura che vi sia una malattia grave che causa il mal di pancia.

Cerco di convincerli che non servono, se il bambino non ha segni di allarme.

Ma a volte non ci riesco.

Il problema è che più esami si fanno, più si medicalizza il problema, più aumenta l’ansia del bambino e della famiglia. In pratica il mal di pancia peggiora.

Come si cura il mal di pancia ricorrente? Come fare stare meglio il bambino?

Ovviamente se il medico pensa che vi possa essere una causa patologica, alla base del mal di pancia, vi indicherà degli esami di approfondimento.

Ma molte volte, anche se si fanno esami, non si trova nulla.

E il bambino continua ad avere il mal di pancia.

Allora cosa si fa?

Vi sono diverse possibilità terapeutiche. Ma non vi è un trattamento migliore degli altri. Bisogna provare e vedere quali funzionano, sempre sotto il controllo e follow up del vostro medico.

Nella maggior parte dei casi il pediatra potrà condurre il trattamento iniziale e non è necessario ricorrere a specialisti, come un gastroenterologo pediatra.

L’obiettivo del trattamento non è quello di eliminare completamente il dolore, che spesso resta, ma quello di ridurre la sua intensità e aumentare la sua tolleranza, per ritornare alle normali attività quotidiane.

Le cose migliori da fare sono queste.

Alleanza tra bambino, famiglia e medico.

Questo è il punto più importante.

La famiglia deve esprimere tutte le sue preoccupazioni e ansie, e paure, al pediatra, e deve avere la completa fiducia nel suo intervento.

Se i genitori o il bambino o ragazzo hanno paura di qualche malattia grave o importante (es un tumore, o una malattia intestinale, o altro) devono dirlo chiaramente al pediatra, per poter essere rassicurati.

Saranno necessarie diverse visite di controllo, quindi è fondamentale che la fiducia reciproca sia ottenuta, e che gli obiettivi terapeutici siano condivisi.

Questi obiettivi devono essere realistici.

Nella maggior parte dei casi non si riesce ad ottenere una completa scomparsa del dolore.

Riprendere la scuola.

Il ritorno a scuola è un punto cruciale del trattamento.

Normalmente il fatto di stare a casa da scuola tende ad aumentare lo stress e l’ansia del bambino e famiglia. Inoltre questo comporta un abbassamento dei voti, che aumenta le condizioni dette sopra.

Ecco perché riprendere le solite attività, come la scuola, anche con il mal di pancia, può aiutare a alleviare queste preoccupazioni e quindi, in definitiva, a ridurre il male.

Se il bambino è già a casa da molti giorni, si può riprendere in modo graduale, in accordo con gli insegnanti, dapprima qualche ora, con periodi di riposo, poi aumentare gradualmente.

Alcuni consigli che possono facilitare il ritorno a scuola sono questi. È fondamentale la collaborazione con le insegnanti, che vi possono aiutare.

  • In accordo con l’insegnante e il pediatra, fate un piano preciso di quando il bambino sta troppo male per non andare a scuola, o essere rimandato a casa (ad esempio se ha febbre, o vomito o diarrea).
  • Se il bambino ha solo mal di pancia, conviene che rimanga a scuola, magari riposandosi il tempo necessario perché passi il male. Se viene rimandato a casa si rinforza il problema.
  • Decidere, con le insegnanti, cosa fare quando il bambino ha mal di pancia. (es. riposarsi un poco in un locale tranquillo).
  • Se il bambino ha problemi intestinali, tipo un colon irritabile con diarrea, è necessario che il bambino possa andare in bagno anche durante la lezione. Può essere necessario un certificato medico per questo.
  • Evitate che il bambino “si diverta troppo” quando resta a casa da scuola per il mal di pancia. Ad esempio se passa la giornata davanti alla televisione sul divano o giocando, questo per lui è molto bello, e questo comportamento viene rinforzato. Meglio quindi tenerlo in riposo a letto senza divertimenti, come se fosse ammalato, in modo che si annoi.

A volte proprio delle situazioni scolastiche provocano il mal di pancia (come isolamento, bullismo, ecc…). Cercate di capire con le insegnanti se vi può essere questa possibilità.

Evitate di enfatizzare il disturbo del bambino.

Spesso i genitori sono molto preoccupati del disturbo del bambino e inavvertitamente possono contribuire a renderlo peggiore.

Ecco perché è meglio evitare questi comportamenti, che abbiamo accennato sopra.

  • Non permettere al bambino di stare a casa da scuola quando si sveglia con il mal di pancia, o scrivere una giustificazione se non ha fatto i compiti a casa. Soprattutto se il bambino poi a casa si diverte, guardando la televisione o giocando.
  • Non chiedete al bambino se ha mal di pancia. Questo può rinforzare il sintomo, perché il bambino gli presta più attenzione, come dimostrato da ricerche scientifiche.

Tempo tranquillo dedicato al bambino

Soprattutto se siete molto impegnati nel lavoro, e quindi avete poco tempo da dedicare al bambino, il mal di pancia può essere un segno che ha maggiore bisogno di voi.

Infatti molte volte il problema migliora quando un genitore inizia a dedicare un periodo di tempo prolungato a restare con lui, giocando o leggendo o facendo altre attività.

Modificazioni dell’alimentazione.

Molto spesso il mal di pancia è migliorato dal cambio delle abitudini alimentari, se l’alimentazione non è corretta. I successivi cambiamenti possono essere utili, e un miglioramento si dovrebbe vedere in 15-20 giorni.

Aumentate le fibre nell’alimentazione del bambino

Anche se il bambino non è veramente stitico, l’aumento delle fibre nella sua alimentazione, con verdura e frutta, può rendere le feci più morbide e migliorare il mal di pancia.

Ma conviene usare ridurre il consumo di legumi che aumentano i gas intestinali. Quelli da evitare, o ridurre, sono ad esempio: cavolini di Bruxelles, fagioli, cavolfiore, banane, albicocche, prugne, broccoli, asparagi,

Evitate gli alimenti e bevande dolci, tipo succhi di frutta

Se il bambino introduce una eccessiva quantità di alimenti zuccherati, vi è un’eccessiva fermentazione di questi nell’intestino, con produzione di gas e quindi mal di pancia.

Attenzione anche alle gomme da masticare o caramelle, che contengono sorbitolo, che possono aumentare il dolore.

Evitate gli alimenti grassi, o le bevande contenenti caffeina.

Gli alimenti preconfezionati (es. merendine, piatti pronti, ecc…), ricchi spesso di grassi saturi, possono aumentare i dolori, dato che riducono il tempo di svuotamento dello stomaco e sono più difficili da digerire. Meglio usare alimenti freschi.

Le bevande contenenti caffeina, tipo la coca cola o pepsi, o contenenti stimolanti, come il thé o le bibite energetiche, aumentano gli spasmi dell’intestino e quindi il dolore.

Provate a togliere il lattosio

Il lattosio è uno zucchero che si trova nel latte o latticini (es latte, burro, crema, gelato, yogurt, formaggio). Nei bambini che sono intolleranti al lattosio l’ingestione di questi alimenti provoca dei disturbi. Come mal di pancia, gas nell’intestino, diarrea.

Nei bambini che hanno una sospetta intolleranza al lattosio si può provare a dare alimenti senza lattosio (trovate l’indicazione sull’etichetta). Nel giro di un paio di settimane il bambino dovrebbe stare meglio.

Se vedere miglioramenti e decidete di togliere il lattosio, conviene consultare il pediatra per avere suggerimenti su eventuali integrazioni di calcio e vitamina D.

Probiotici

I probiotici, detti anche “fermenti lattici” sono dei batteri che aiutano ad equilibrare la flora intestinale. Sono i cosiddetti “batteri buoni”. Non hanno particolari effetti collaterali e in alcuni bambini aiutano a migliorare il mal di pancia.

Conviene comunque sempre sentire il pediatra prima di assumerli.

Olio essenziale di menta piperita.

L’olio di menta piperita ha delle proprietà rilassanti dei muscoli dell’intestino e diverse ricerche hanno evidenziato che diminuisce il dolore nei bambini al di sopra dei 4 anni di età. Se si pensa di utilizzarlo, conviene assumerlo non liquido, ma come capsule gastroresistenti, in modo tale che agisca nell’intestino. (vedere se trovo link amazon affiliato)

Tenete le feci morbide

Molto spesso, anche se il bambino va di corpo tutti i giorni, le feci sono dure, o non sono eliminate completamente.  

Allora restano dei residui di feci nell’intestino, si accumula aria, e il bambino ha delle crisi di mal di pancia.

Quindi è utile molto spesso usare dei prodotti che ammorbidiscono le feci, oltre a aumentare il contenuto di fibre dell’alimentazione come detto sopra.

Il prodotto più utilizzato, sempre su indicazione pediatrica, è il macrogol.

Cercare di alleviare lo stress e l’ansia del bambino.

Da un lato lo stress può scatenare il mal di pancia.

Ma anche il mal di pancia aumenta lo stato di ansia e di stress del bambino. Così si inizia un circolo vizioso. Dolore = stress e ansia = maggiore dolore. E così via.

Il bambino o ragazzo è depresso, perchè vede che il dolore è sempre presente e non passa.

Allora tecniche di rilassamento e terapie comportamentali possono essere utili.

Rilassamento

Sono abbastanza efficaci, soprattutto nel bambino più grande e nell’adolescente. Una buona tecnica è quella della respirazione profonda, o altri modi di rilassamento muscolare. Conviene fare questi esercizi per circa 10-15 minuti, 2-3 volte al giorno.

In questo articolo puoi vedere alcuni esercizi facili di rilassamento per bambini.

Questi esercizi si possono fare anche mentre il bambino ha male, e spesso riducono il dolore.

Distrazione

Diverse ricerche hanno dimostrato che se il bambino viene distratto quando ha l’episodio di male, ad esempio un genitore lo coinvolge in qualche attività o gioco, il dolore migliora.

Terapie comportamentali

Queste terapia sono di solito raccomandate se il problema è così importante che impedisce al bambino o ragazzo di svolgere le sue attività quotidiane, come la scuola o lo sport.

L’obiettivo di queste terapia è di ridurre il dolore e l’ansia del bambino e quindi aiutarlo a riprendere la sua vita normale.

Tra le terapie comportamentali vi sono la psicoterapia, l’ipnosi, o altre.

Chiaramente vanno effettuate da uno specialista, di solito uno psicologo.

Terapia farmacologica

A volte è necessario utilizzare dei farmaci, se il bambino non ha miglioramenti, nonostante le misure prese sopra.

Dei farmaci sono sempre prescritti dal medico dopo un’accurata valutazione clinica.

Però attenzione a questo.

Spesso se si abusa di analgesici, ad esempio ibuprofene (nurofen), il problema peggiora, per la irritazione gastrica e intestinale che può provocare questo farmaco.

In alcune condizioni, ad esempio in caso di mal di stomaco funzionale, un trattamento con inibitori di pompa (tipo omeprazolo) può essere indicato.

Ma quanto dura il mal di pancia ricorrente. Il mio bambino l’avrà per sempre?

No.

Soprattutto se si adottano le misure descritte sopra, ma a volte anche da solo, il mal di pancia tende a migliorare, e poi a scomparire nella maggior parte dei casi, anche se spesso servono diversi anni.

Ad esempio, entro 5 anni, il dolore è passato al 70-80 % dei bambini o ragazzi.

Quando preoccuparsi e chiamare il medico?

In alcune condizioni occorre chiamare il medico con urgenza, o andare in pronto soccorso.

Se il bambino ha mal di pancia e uno solo di questi segni conviene farlo visitare subito:

  • se il bambino rifiuta di mangiare e bere,
  • ha dolore quando fa la pipì (es in caso di infezione delle vie urinarie), oppure urina spesso, anche durante la notte, e vuole bere molto (potrebbe trattarsi di diabete iniziale),
  • è sonnolento o molto stanco,
  • ha sangue nelle feci, o vomita, o ha diarrea importante,
  • ha un forte dolore che dura più di un’ora, o ha dolori forti ricorrenti,
  • ha febbre elevata, superiore a 39°C.

Conclusioni.

Il mal di pancia ricorrente del bambino è fonte di preoccupazione e ansia da parte del genitore, e del bambino. Spesso, prima di rivolgersi al medico, si sono provate diversi rimedi in farmacia, o cambi di alimentazione, con scarsi risultati.

Inoltre vi è la paura che il bambino possa avere una malattia grave, che per fortuna è molto rara.

Ma è fondamentale che i genitori e il bambino esprimano tutte queste preoccupazioni apertamente al loro medico.

Sono in questo modo si potrà creare quella “alleanza terapeutica” che permetterà di indagare e trattare bene questa condizione.  


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Dolori Addominali Ricorrenti: Referenze bibliografiche.

Carin E e al. Recurrent Abdominal Pain in Children. Am Fam Physician. 2018 Jun 15;97(12):785-793.

Baber KF, Anderson J, Puzanovova M, Walker LS. Rome II versus Rome III classification of functional gastrointestinal disorders in pediatric chronic abdominal pain. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2008; 47:299.

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