bambini scuola materna

Mio figlio non vuole andare alla scuola materna. Cosa faccio?

tempo di lettura 7 min.

Irene ha iniziato la scuola materna con discreto entusiasmo. Pensavo davvero peggio. Poi un bel giorno fine. Non ne vuole sapere. Sono urla fin da quando inizio a prepararla. Arrivati davanti alla scuola si aggrappa alle mie gambe e le lacrime sgorgano a fiumi. Ma è normale? Cosa faccio?

Si è assolutamente normale. 

L’inizio della scuola materna è spesso pieno di incognite per il tuo bambino.

Sia che finora sia rimasto in famiglia, sia che prima sia andato al nido, si tratta sempre di un cambiamento che può creare ansia e inquietudine.

Ecco perchè non deve sorprendere che un bel giorno il vostro bambino vi guarda e vi dice “Non andrò più a scuola”

In questo articolo capirai perchè il tuo bambino non vuole andare alla scuola materna, e cosa si può fare.

Ovviamente qui trovate solo qualche consiglio e idea semplice di carattere generale, non specialistico, secondo la mia esperienza di pediatra, a cui da molti anni i genitori chiedono cosa fare, portandomi anche le loro idee e soluzioni.

Occorre sempre affrontare, con il vostro pediatra e, se disponibile, la psicologa della scuola, il caso specifico del rifiuto del vostro bambino.

Punti chiave da ricordare.

  •  Le cause del rifiuto della scuola sono molte e spesso specifiche per ogni bambino, e bisogna cercare di trovarle. Ad esempio separazione dai genitori, attività troppo intense mentre il bambino ha un carattere introverso. Oppure un cambio di maestra o l’arrivo di un nuovo fratellino. 
  • Anche se il bambino urla ancora prima di vestirsi, la cosa migliore è di continuare a portrarlo a scuola tutti i giorni. 
  • Non sgridatelo o punitelo, e nemmeno promettete un regalo se si comporta bene. 
  • E`fondamentale che esponete il problema alle insegnanti per trovare insieme delle soluzioni

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Quali sono le cause del rifiuto della scuola materna?

Possono essere davvero molte, specifiche per ogni bambino. Tra le più frequenti vi sono queste. 

Ansia del cambiamento o separazione.

La separazione dai genitori, soprattutto se il bambino non è andato prima al nido, è una delle cause.

Quando vedo nel mio ambulatorio un bambino piccolo che, se la mamma esce un attimo, resta tranquillo senza fare nulla o piangere, mi chiedo se vi siano dei problemi. 

Questo perchè la reazione alla separazione è assolutamente normale. 

Ma anche bambini che hanno già fatto uno o due anni al nido possono avere problemi a iniziare o proseguire la scuola materna. Proprio per il cambiamento, (es. edificio, maestre, spesso compagni) che questo comporta.

La “crescita”.

Un’altro motivo può essere la voglia, ma anche la paura, di “crescere”. Da un lato il bambino vorrebbe essere grande come il cugino che va già a scuola. Ma, come ogni tappa importante di sviluppo, anche questa può renderlo inquieto, e portare ad una breve regressione, come il riprendere a fare pipì a letto o succhiare il pollice.

Oppure il bambino può avere difficoltà a adattarsi alle nuove regole della scuola materna, a formarsi degli amichetti, a socializzare anche con i bambini più grandi.

Carattere introverso.

La maestra di mia figlia mi ha detto che, invece di partecipare alle attività, sta solo a guardare. Poi mi dice che gioca da sola in un angolo nella vasca di sabbia, invece di giocare con gli altri bambini. È preoccupante?

No. È un comportamento normale per un bambino con un carattere introverso, che tende a guardare piuttoso che a partecipare.

Però ovviamente questo può essere alla base del fatto che dopo un pò di tempo il bambino non vuole andare alla scuola materna.

Infatti tutte le attività che a noi genitori sembrano fantastiche, divertenti e stimolanti, come cantare, giocare con i colori o materiali, lavorare sulle lettere, e i fonemi, e altre, possono stressare un bambino introverso.

Soprattutto quando queste attività sono pianificate intensamente, una dopo l’altra, senza pause di tranquilliltà e solitudine da parte dei bambini.

E il bambino un pò introverso, che ha bisogno magari di stare un pò da solo tranquillo per “ricaricare” le batterie, si trova in difficoltà nel continuo rumore e nella necessità di interazioni continue con le maestre e gli altri bambini.

E questo carattere riservato difficilmente cambia o “si mette a posto” con la scuola. È un tratto che spesso resta per sempre, ma che ha anche molti aspetti positivi.

Qualche problema o cambiamento insorto improvvisamente. 

Ad esempio dei litigi frequenti con alcuni compagni, o una maestra con cui il bambino non si trova a suo agio, magari arrivata da poco al posto di un’altra familiare. 

Infatti il bambino potrebbe avere una difficoltà relazionale con una educatrice, senza che lei se ne sia accorta (ecco che è fondamentale il loro appoggio per risolvere il problema del rifiuto).

Magari è stato ripreso una volta davanti agli altri, o è stato obbligato a partecipare ad uno spettacolo contro la sua volonta, per il suo carattere timido. 

Un altra causa frequente è quando un compagno, magari uno dei migliori amici, cambia scuola. 

Come mi accorgo che il mio bambino ha la “fobia” della scuola materna?

Molto spesso questo è evidente. 

Ad esempio il bambino urla e piange ogni mattina, o trova sempre delle scuse per ritardare la partenza. 

A volte il bambino non dice nulla, ma presenta dei sintomi strani, come vomito, mal di pancia, ansia o agitazione, che magicamente spariscono di colpo il fine settimana. 

Oppure, sempre e solo nei giorni feriali, il bambino è inappetente, ansioso, non gioca, non ride. Sembra depresso. 

Cosa possiamo fare noi genitori?

Anche se spesso sembra che siamo in un vicolo cieco, invece possiamo intervenire in diversi modi. 

Sostenete il bambino. 

Fategli capire che comprendete i suoi sentimenti e malessere, e che esistono delle soluzioni per fare in modo che le cose vadano molto meglio. 

Cercate di capire quali sono i motivi alla base del rifiuto di andare a scuola. 

Voi genitori conoscete perfettamente e profondamente il vostro bambino e la sua personalità.

E lui vi conosce e si fida di voi.

Con le vostre domande e atteggiamento di comprensione e di amore, scoprirete i veri motivi profondi del suo rifiuto della scuola materna.

Conviene parlargli direttamente, quali sono le cose che non gli piacciono e  che gli piacciono, della scuola materna.

Poi può essere utile affrontare i motivi dell’ansia che provoca la scuola, chiedendogli se ci sono cose che lo preoccupano o gli fanno paura. 

Ad esempio se dice che non c’è nessuno che lo accompagna alla toilette, questo può voler dire che teme di essere lasciato solo, che nessuno si occupi di lui. Allora potete rassicurarlo che vi sono le insegnanti che lo aiuteranno in qualsiasi modo, in ogni sua necessità. 

Oppure può esservi stata una variazione della sua routine familiare o scolastica. 

Magari sta affrontando un momento di gelosia per l’arrivo di un nuovo fratellino o sorellina, o è cambiata una maestra che costituiva un punto di riferimento per il bambino.

Cercate di capire se ha avuto qualche litigio con un compagno di classe che lo ha scosso particolarmente.  

Scoprite di cosa ha bisogno il vostro bambino.

Con il rifiuto di andare a scuola vi può comunicare un suo malessere o necessità, anche senza esprimerlo a parole. 

Ad esempio se siete molto impegnati con il lavoro, può aver bisogno semplicemente di passare un pò più di tempo con voi. 

Ecco che allora una decina di minuti passati tranquillamente con voi, prima della scuola, a volte possono aiutare. 

Oppure, subito dopo la scuola, un pò di tempo a giocare insieme o leggere un libro.

Affrontate la sua ansia di “diventare grande”.

In un momento tranquillo a casa potete parlargli del fatto che “è difficile diventare grandi e lasciare il bambino piccolo.  E che tutti i bambini hanno questa paura”.

Parlate con entusiasmo di tutte le cose che potrà fare e imparare alla scuola materna. Magari suggerite ai parenti di non insistere troppo sul fatto che ora “sei diventato grande”…

Fargli conoscere qualche compagno di classe. 

Prima di iniziare la scuola, o appena iniziata, potrebbe essere utile organizzare una giornata di gioco invitando qualche amico che sarà con lui nella stessa classe o sezione. 

Il fatto di andare in un ambiente in cui conosce altri bambini rende più facile l’inserimento a scuola e diminuisce le probabilità del rifiuto futuro.  

Come ci comportiamo in caso di crisi acuta di rifiuto? Il bambino va portato a scuola o no?

Non c’è niente da fare questa mattina. Stefano è isterico, urla e si dimena da quando ho provato a vestirlo per andare a scuola. Non so che pesci pigliare. Lo tengo a casa? Lo porto a forza?

Penso che quasi tutti i genitori, io compreso, si sono trovati in questa situazione. 

Il bambino ha una crisi di collera, non vuole vestirsi, né salire in macchina, butta tutto in terra. 

Cosa fare in questo caso? Portarlo o no?

Conviene, sempre in modo tranquillo, ma deciso, mantenere la routine solita e prepararsi. 

Il mio consiglio, in generale, è quello di portarlo comunque. 

Infatti più resterà a casa, senza essere malato, più sarà difficile farlo ritornare a scuola. 

Anche se lo si fa solo “per un giorno”, “va bene, solo questa volta, ma domani vai”, il bambino comprende che, se insiste forte, possiamo cedere.

Ma come faccio se in classe urla e piange. Lo lascio solo?

Non in modo brusco e subito. 

Ma stando un pò con lui, magari in un luogo a parte, potete abbracciarlo e parlargli.

Quali sono gli errori da evitare?

Meglio stare attenti a evitare questi errori comuni, che possono peggiorare il rifiuto. 

Errore 1: Discutere con lui dell’importanza della scuola. 

Alla sua età non riesce ancora a capire i vantaggi di una buona istruzione per la sua vita, il mondo del lavoro, ecc..

Errore 2: Sgridarlo o punirlo per il suo comportamento, o al contrario promettere regali se accetta di andare a scuola.

Ho sgridato il mio bambino perchè lagna sempre quando deve andare a scuola. Gli ho spiegato chiaramente che la vita è dura. Sono convinto che deve farsi il carattere. E le punizioni lo aiutano a crescere. Giusto?

No.  In questo modo si aumentano le sue paure e la sua ansia.

Per i bambini la vita dovrebbe essere innanzitutto bella, e si formano il carattere con esperienze positive e attraenti, come prima cosa.

Anche dovesse avere qualche episodio di regressione, ad esempio vuole riprendere il biberon o essere coccolato come quando era più piccolo, non sgridatelo e accontentalo.

Questi comportamenti spariranno quando si sarà adattato alla scuola.

È utile il colloquio con le insegnanti?

Non è solo utile. 

È fondamentale, indispensabile. 

Ad esempio potete parlare del carattere del bambino,  o dei problemi che vi ha riferito, e trovare insieme delle soluzioni per aiutarlo a vivere meglio la permanenza scolastica. 

A volte dei piccoli problemi per noi, possono essere davvero grandi per lui. 

Ad esempio il bambino non si sente sicuro perchè ha ancora il pannolino, oppure non gli piace un certo posto a pranzo. Oppure odia alcune attività o canzoni. 

Insieme alle educatrici troverete le soluzioni specifiche per ogni bambino.

Puoi leggere la risposta alla domanda di una mamma in questo articolo, anche se un pò datato, del sito Educare.it.

Libri che possono aiutarti a parlare dell’argomento.

Non voglio andare a scuola. Ediz. illustrata
24 Recensioni
Non voglio andare a scuola. Ediz. illustrata
  • Stephanie Blake
  • Editore: Babalibri
  • Album: 32 pagine
No, no e poi no! Ediz. illustrata
72 Recensioni
No, no e poi no! Ediz. illustrata
  • Mireille Allancé
  • Editore: Babalibri
  • Copertina flessibile: 32 pagine

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Ultimo aggiornamento 2019-03-22 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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