Il raffreddore del bambino. Cosa è importante sapere?

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Il raffreddore è una delle malattia più frequenti dei bambini, soprattutto quelli che frequentano il nido o la scuola materna.

Qui trovi una guida completa per conoscerlo e quindi affrontarlo nel modo migliore.


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Attenzione: Le informazioni contenute in questo sito sono solo a scopo educativo generale, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata. Leggete il documento”termini e condizioni”.

Che cos’è il raffreddore e da cosa è causato?

Il raffreddore è causato da virus. È una infezione acuta, che guarisce da sola, delle vie respiratorie superiori.

Infatti comporta spesso secrezione nasale, starnuti, naso chiuso, ma anche mal di gola, tosse, e a volte un certo grado di febbre e mal di testa.

Il problema è che questi virus sono centinaia, quindi un bambino che inizia il nido o la scuola materna, avrà quasi sempre il raffreddore nei mesi autunno-inverno.

La famiglia di virus più frequente, in causa nella metà dei casi, si chiama rinovirus e in questo gruppo vi sono oltre 100 tipi diversi.

Altri virus responsabili del raffreddore sono i virus influenzali, il virus respiratorio sinciziale (RSV), l’adenovirus e altri.

Ma il mio bambino, che ha preso molti raffreddori, non diventa immune, non sviluppa gli anticorpi?

Certo, sviluppa gli anticorpi.

Ma dato che vi sono molti tipi di questi virus, questo, almeno nei primi anni di comunità, non impedisce che si ammali di nuovo.

Il mio bambino è uscito poco vestito, c’era vento ed ha preso un bel raffreddore. 

Non è così.

È più facile prendere il raffreddore in un aula riscaldata confortevole di scuola materna, che fuori al freddo in inverno.

Infatti qui in Svizzera durante le vacanze di Natale, con tanti bambini che giocano fuori, abbiamo una riduzione delle visite per raffreddore, che poi riprendono all’apertura delle scuole materne e nido.

Vi sono terapie specifiche per il raffreddore?

Non vi sono terapie specifiche e gli antibiotici non sono efficaci

Attenzione. In periodo primaverile, soprattutto in bambini al di sopra di 5-6 anni, il raffreddore può anche essere dovuto ad una allergia, ad esempio ai pollini.

Come si trasmette il raffreddore e cosa fare per prevenirlo?

Come si trasmette?.

Il raffreddore si trasmette in due modi:

  1. Contatto con le mani, la via pù importante. Il bambino tocca un altro bambino che ha il virus, o un oggetto contaminato, poi si tocca il naso o la bocca o gli occhi e si infetta.
  2. Goccioline contenenti il virus. Il bambino inala le goccioline che un bambino ammalato emette nell’aria con la tosse o gli starnuti. Oppure, se il bambino è vicino, le goccie possono finire direttamente sulla mucosa del naso o congiuntiva.

Ma allora quando vado dal pediatra, è meglio che il mio bambino non tocchi i giochi in sala di attesa?

No. Lascialo giocare tranquillamente. 

Infatti le ricerche hanno dimostrato che è molto rara la trasmissione da questo tipo di oggetti.

Il bambino ha la maggiore infettività circa 3-4 giorni dopo che ha preso il virus, quando i suoi sintomi sono maggiori.

Inoltre, il periodo di incubazione, cioè il tempo che passa tra l’infezione e la comparsa dei sintomi, è di 1-2 giorni.

Come cercare di prevenire il raffreddore?

La cosa più importante è lavarsi le mani, ad esempio quando il bambino torna a casa da scuola.

Va benissimo lavarsi le mani con acqua e sapone e strofinarle per 15-30 secondi. Non è necessario usare le soluzioni antibatteriche, a meno che non sia disponibile un lavandino.

Insegna al bambino a lavarsi le mani prima e dopo i pasti, e dopo aver starnutito o tossito

Molto utile anche insegnare al vostro bambino a tossire tenendo una mano davanti alla bocca (o meglio un fazzoletto di carta da buttare via).

Ho sentito che al nido vi sono molti bambini con il raffreddore. Meglio che lo tengo a casa?

No. È inutile.

Infatti i bambini sono contagiosi già qualche giorno prima di ammalarsi, quindi è praticamente impossibile evitare di entrare in contatto con i virus.

Quanti raffreddori prende un bambino e quanto durano?

Si calcola che un  bambino in età prescolare prenda una media di 8 raffreddori all’anno (circa uno al mese da settembre ad aprile), di pû nei primi anni di comunità.

Il raffreddore dura circa due settimane. 

Nei bambini in età scolare il numero scende a 3-5 raffreddori all’anno e la durata è di 5-8 giorni.

Quali sono i sintomi del raffreddore?

I sintomi variano a seconda dell’età e del tipo di virus.

Il bambino piccolo, fino a 2 anni circa, può avere secrezione nasale e febbre. Inoltre spesso presenta tosse, ridotto appetito, irritabilità, stanchezza e difficoltà a dormire.

Nei bambini più grandi, in età pre-scolare e scolare, i sintomi predominanti sono il naso chiuso, gli starnuti, la secrezione nasale e la tosse. Spesso vi è anche mal di testa, stanchezza e febbricola.

Spesso il bambino ha anche mal d’orecchio, che raramente si trasforma in otite vera e propria.

Inoltre può essere presente voce rauca, mal di gola, e linfonodi al collo ingranditi. 

Quanto durano i sintomi?

Durano più di quanto si pensi.

La secrezione nasale ha il suo massimo al terzo giorno ed è presente al sesto giorno in più della metà dei bambini. Stessa cosa per il naso chiuso e la tosse. La febbricola e il mal di testa passano prima.

In pratica, circa tre quarti dei bambini sono ancora sintomatici dopo 10 giorni.

Ma il mio bambino ha il raffreddore da un mese! Perchè?

Perchè spesso prima di guarire il bambino si prende un secondo virus.

Se il bambino non ha sintomi preoccupanti (vedi complicanze), non c’è da preoccuparsi.

Cose da ricordare riguardo ai sintomi.

Devi ricordare qualche cosa importante riguardo ai comuni sintomi del raffreddore.

Vediamo.

Secrezione e congestione nasale.

Spesso si crede che una secrezione nasale gialla o verde indichi una infezione batterica o una sinusite.

Non è così. È normale anche nel comune raffreddore virale.

All’inizio la secrezione nasale è chiara, ma nel giro di pochi giorni diventa gialla/verde. Questo colore non è dovuto a batteri, ma alle cellule di difesa della mucosa nasale (si chiamano “leucociti polinucleati”). Successivamente, quando il bambino sta guarendo, la secrezione torna limpida.

Molto spesso vi è prevalentemente naso chiuso, con ridotta secrezione.

Nel bambino in età scolare, se la secrezione giallo/verde resta per più di dieci giorni, con un peggioramento dei sintomi, si può trattare di sinusite.

Tosse.

Questo è uno dei sintomi più fastidiosi per il bambino con raffreddore. E anche per i genitori, che spesso non riescono a dormire, come il loro bambino.

La tosse può durare molto, anche una o due settimane dopo che il raffreddore è passato.

Però, se la tosse non migliora, o peggiora, potrebbe trattarsi di una complicanza respiratoria (ad esempio una bronchiolite nel bambino piccolo)

Febbre.

Spesso è presente all’inizio della infezione, soprattutto nei bambini piccoli.  Di solito passa o migliora in 3-4 giorni. Nel caso questa persiste, o peggiora, occorre pensare ad una infezione batterica sovrapposta (come un’otite o polmonite).

Se il bambino è grande, in età scolare, una febbre che compare successivamente, dopo 6-7 giorni, magari con un peggioramento del raffreddore, secrezione nasale purulenta, o cefalea, deve fare pensare ad una sinusite.

Mal d’orecchio.

Durante un normale raffreddore, sono frequenti dei problemi all’orecchio. Infatti la maggioranza dei bambini presenta delle variazioni di pressione, anche intermittenti, dell’orecchio medio, la parte che sta dietro la membrana timpanica. E questo li predispone alla complicanza dell’otite acuta.

Quali sono le complicanze del raffreddore?

Ma il raffreddore guarisce sempre bene senza dare complicanze vero?

Nella maggioranza dei casi sì. 

Ma non sempre.

Vediamo le più comuni.

Otite media acuta.

Questa è dovuta alle variazioni si pressione nell’orecchio medio (la parte all’interno della membrana del timpano). Il rischio di comparsa di otite è più frequente nei bambini piccoli, dai 6 ai 12 mesi di età.

Ma come faccio a sospettare che il mio bambino piccolo con raffreddore ha sviluppato un’otite?

Non è difficile.

Il lattante è irritabile e presenta pianti insistenti, soprattutto quando è coricato. Può comparire febbre, ma non sempre. Poi tende a portare la mano all’orecchio che fa male.

Il mio pediatra mi ha detto che il bambino ha la membrana timpanica infiammata, ma non mi ha prescritto l’antibiotico. Perchè?

L’otite non si cura sempre con l’antibiotico.

Infatti il fastidio all’orecchio, e la membrana arrossata o opaca (segno di liquido all’interno), è presente in quasi la metà del bambini con raffreddore.

La vera otite media acuta batterica, con liquido purulento nell’orecchio medio, è più rara, e si presenta in circa il 5-19% dei bambini piccoli con raffreddore.  In questo caso il bambino ha un dolore forte, perchè la membrana timpanica è spinta in fuori. Oppure non vi è dolore ma esce dall’orecchio un liquido bianco o giallo. (otite perforata)

Sinusite.

Questa complicanza colpisce soprattutto il bambino grande, in età scolare.

Uno dei maggiori fattori di rischio di sinusite sono le infezioni virali delle vie aeree superiori, che danno questa complicanza in circa il 5-10% dei casi.

Come faccio ad accorgermi che il mio bambino potrebbe avere una sinusite?

In questo caso il raffreddore non evolve come al solito.

Se il tuo bambino presenta uno di questi quadri potrebbe avere una sinusite.

I sintomi del bambino peggiorano invece di migliorare dopo una settimana circa. Ad esempio compare o si ripresenta la febbre, peggiora la secrezione nasale o la tosse.

Il raffreddore dopo 10  giorni non migliora assolutamente, con persistenza della congestione nasale e della secrezione.

Il bambino presenta dei sintomi importanti, come febbre alta, stanchezza, e secrezione nasale purulenta per più di 3-4 giorni.

Crisi di asma.

In molti bambini predisposti le infezioni virali respiratorie, come il raffreddore, provocano una ostruzione dei bronchi che si manifesta con una crisi asmatica.

Nei bambini piccoli questa situazione si chiama bronchite ostruttiva.

Te ne accorgi perchè il bambino presenta tosse importante e dei fischi mentre respira.

Bronchiolite.

Questa patologia colpisce i bambini soprattutto nel primo anno di vita. La bronchiolite è particolarmente frequente se il virus che ha dato il raffreddore è il virus respiratorio sinciziale (VRS).

Polmonite.

Lo sviluppo di una polmonite come complicanza del raffreddore è molto rara. Si può sospettare se vi è un peggioramento della tosse e innalzamento, o comparsa di febbre.

Altre complicanze.

Durante il raffreddore si vedono spesso congiuntiviti, sanguinamento nasale e faringiti.

Ci sono delle altre malattie che possono assomigliare al raffreddore?

Ma siamo sicuri che si tratti di semplice raffreddore. Il mio bambino non potrebbe avere un’altra patologia?

Certo.

Però queste condizioni hanno dei sintomi un pò diversi.

Vediamo le più frequenti.

Sinusite batterica acuta.

Ne abbiamo già parlato sopra.

Rinite allergica.

Il bambino è più grande, di solito almeno 5-6 anni.

Poi il raffreddore compare non in autunno-inverno, ma in primavera. Spesso vi è starnuti frequenti, secrezione chiara e arrossamento oculare con lacrimazione.

Influenza.

Il virus influenzale può causare il raffreddore, ma in questo caso i sintomi generali sono molto importanti.

Infatti, oltre ai sintomi nasali, il bambino ha la febbre alta improvvisa, spesso sopra i 39°C.

Inoltre presenta malessere, inappetenza, stanchezza, dolori muscolari, tosse e mal di gola.

Pertosse.

Anche se più raramente, può comparire nei pazienti vaccinati.

La pertosse inizia come un comune raffreddore, con starnuti e secrezione nasale. Poi però, dopo 7-10 giorni, migliora il raffreddore ma compare una tosse insistente, spesso ad accessi.

Corpo estraneo nel naso.

Non è così raro come si pensa. Lo vediamo spesso in Pronto Soccorso.

Ad esempio perline, o pezzi di creta, o altro.

Si può sospettare se il bambino presenta una secrezione nasale solo da una parte, spesso purulenta, maleodorante e a volte tinta di sangue.

Come si cura il raffreddore del bambino?

Umidificazione e lavaggi nasali.

L’umidificazione dell’aria può migliorare i sintomi della congestione e fluidifica la secrezione nasale. Meglio usare umidificatori a freddo. Attenzione a pulirlo dopo ogni utilizzo secondo i consigli del produttore.

Meglio evitare l’umidificazione o vaporizzatore a caldo o i famosi suffumigi (con la testa sopra ad una pentola di acqua che bolle).

Le ricerche non hanno evidenziato benefici e vi è il rischio di ustioni.

Trovi questi umificatori in qualsiasi negozio di articoli per l’infanzia.

Li trovi anche in qualche negozio on line. Qui puoi avere maggiori informazioni.

Inoltre, uno dei rimedi migliori è quello di mantenere pulito il naso; per sciogliere e lavare le secrezioni potete utilizzate le soluzioni saline da spruzzare o introdurre nelle narici più volte al giorno, ad esempio prima dei pasti e prima di dormire.

Nei bambini piccoli i genitori possono usare delle goccie di soluzione fisiologica, e poi aspirare le secrezioni con gli appositi strumenti in plastica morbida.

I bambini più grandi possono usare gli spray di soluzione fisiologica. (ma ce ne sono anche per neonati)

Per vedere come si fanno bene i lavaggi nasali puoi vedere questo video dell’ospedale Pediatrico Gaslini di Genova.

Le docce nasali.

Questi strumenti funzionano tipo un aerosol e nebulizzano della soluzione fisiologica nel naso del bambino.

Sono utili per fluidificare le soluzioni e decongestionare la mucosa nasale.

Puoi vedere qui un video di come funzionano.

Puoi trovare questi strumenti in farmacia o parafarmacia.

Oppure li puoi trovare in qualche negozio on line. Qui puoi avere maggiori informazioni.

Alcuni di questi strumenti sono associati agli aerosol, come maggiori informazioni

Idratazione.

È importante dare da bere spesso al bambino, anche perchè spesso vi è un calo dell’appetito, soprattutto nel bambino piccolo.

Inoltre l’idratazione, ad esempio con liquidi caldi, cone tisane, brodo (in bambini già svezzati), può aiutare la funzione delle vie repspiratorie fluidificando le secrezioni mucose. (9)

Se il bambino rifiuta di mangiare o bere qualsiasi cosa, meglio contattare il pediatra.

Farmaci.

Quando io ho il raffreddore, il farmacista mi da tutta una serie di rimedi. Per il bambino è la stessa cosa?

No.

Gli adulti usano spesso sciroppi con antitussigeni e anti istaminici, decongestionanti e altro, spesso combinati.

Nel bambino non vanno bene questi farmaci, anche perchè non funzionano.

Poi possono avere importanti effetti collaterali.

Come altri farmaci, se il bambino ha febbre e malessere, o dolore all’orecchio, puoi usare paracetamolo o ibuprofene. Se il mal d’orecchio continua, o vedete che esce del liquido dall’orecchio, contattate il medico perchè il bambino potrebbe aver sviluppato un’otite.

Soprattutto non usate mai l’aspirina nei bambini e ragazzi con meno di 18 anni, perchè può dare delle complicazioni gravissime al fegato.

In caso di ostruzione nasale importante sono utili anche delle gocce o spray decongestionanti specifici per bambini, da usare per non più di 5 giorni.

Gli antibiotici non sono assolutamente utili per curare il raffreddore, anche in caso di febbre.

Sono utilizzati in caso di complicanze (vedi sopra) come le otiti, sinusiti, o polmoniti.

Poi gli antibiotici possono essere dannosi, perchè favoriscono le resistenze batteriche e possono dare reazioni allergiche.

Fitoterapia e medicine alternative.

Diversi prodotti, come supplementi di zinco o prodotti fitoterapici a base di echinacea, sono pubblicizzati e usati da molti genitori, per trattare il raffreddore.

Gli studi scientifici non dimostrano benefici nel trattamento del raffreddore. Forse vi è un debolissimo effetto preventivo, ma non significativo.

Invece vi sono effetti benefici sull’assunzione di vitamina C, meglio in modo naturale.

Gli alimenti più ricchi di vitamina C sono: alcuni frutti freschi (esempio agrumi, ananas, kiwi),  verdure fresche (come lattuga, spinaci, broccoletti),  ortaggi freschi (come broccoli, cavoli, cavolfiiori, pomodori, peperoni).

Quando mi devo preoccupare?

Se il bambino sviluppa uno di questi segni o sintomi, bisogna portarlo subito dal pediatra o in Pronto Soccorso.

  • Rifiuto di bere per un periodo prolungato.
  • Alterazioni del suo comportamento, come marcata stanchezza, bambino assonnato che non risponde normalmente, o marcata irritabilità.
  • Difficoltà respiratoria, o respiro veloce.

Vedi anche la pagina dedicata al riconoscimento di un bambino con malattia grave.

Raffreddore nel Bambino: Referenze Bibliografiche.

Heikkinen T, Järvinen A. The Common Cold. Lancet. 2003 Jan 4;361(9351):51-9

Thompson M et al. Duration of symptoms of respiratory tract infections in children: systematic reviewBMJ. 2013;347:f7027. Epub 2013 Dec 11.

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